Léon Cornelissen, Capo economista di Robeco, spiega che evitare una “hard Brexit” resta la principale priorità dei leader europei che si incontreranno a Bruxelles oggi e domani (dicembre 14-15), sarà infatti l’argomento principe dell’agenda del summit europeo che vede il Regno Unito ancora in attesa di un verdetto sulla possibilità di accedere al mercato unico fino al raggiungimento di un accordo circa un trattato commerciale permanente.

Il Regno Unito ha fatto ampie concessioni e perciò resterà un membro del mercato unico per gli anni a venire, ma non avrà più alcuna voce in capitolo riguardo alla legislazione europea dopo marzo 2019. Significa che il Regno Unito giocherà secondo le regole europee per molti anni, che economicamente non è un fattore negativo. Tuttavia, non c’è ancora una garanzia di lungo periodo, e questo continuerà a impattare negativamente sugli investimenti nel Regno Unito.

Dopo aver trattato i temi più sensibili l’attenzione si sposterà verso quale tipo di modello di commercio cercherà il Regno Unito - spiega Léon Cornelissen -. E sembrano esserci solo due soluzioni possibili – un accordo che segua il modello canadese oppure il modello norvegese – entrambe con le rispettive problematiche. Il “modello Canada” riguarda principalmente il commercio di beni e non i servizi, elemento che si scontra con l’economia di servizi che caratterizza il Regno Unito.

Il vantaggio principale sarebbe legato all’assenza di vincoli di libera circolazione di persone e perciò maggiormente allineata all’idea di “riprendere il controllo” – sebbene sia difficile ipotizzare come questo possa essere compatibile con una frontiera aperta in Irlanda. L’ulteriore vantaggio risiederebbe nel fatto che il Paese non sarebbe parte integrante del mercato unico né dell’unione doganale, e perciò non dovrebbe pagare all’Unione Europea alcun contributo.