Il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas ha confermato la volontà di incontrare il premier inglese Theresa May per decidere gli ultimi particolari dei colloqui tra l'Ue e Londra in seno al sempre più tormentato processo della Brexit.

La May rischia di saltare

Un ultimo scampolo per il primo ministro inglese per riuscire a calmare le pressioni che arrivano da più parti a cominciare da quelle degli unionisti nordirlandesi del Dup (contrari ad ogni deroga decisa per la quesione irlandese) per finire a quelle dei rappresentanti del suo stesso partito conservatore, spaccato tra chi si rende conto di dover tollerare un certo margine di elasticità e chi, invece, è deciso a non fare concessioni di nessun tipo. Il tutto al limite della maggioranza in Parlamento dal momento che la May, dopo le ultime elezioni indette a sorpresa e da lei stessa volute per rafforzare il suo consenso, hanno avuto altrettanto a sorpresa, l'effetto contrario, facendola uscire politicamente indebolita e costretta a doversi appoggiare sul voto di forze estranee al suo partito come, appunto, gli unionisti nordirlandesi. Prima vittima di questa situazione, la sterlina che accusa ancora un altro calo sul dollaro, arrivando a 1,3377.

Inglesi scettici

Ma la May deve combattere anche contro l'opinione pubblica inglese che già dalle ultime elezioni, come accennato, ha iniziato a dubitare non solo sulla capacità del proprio governo di reggere l'inter processo di divorzio ma addirittura sulla effettiva necessità della sua attuazione. A confermarlo anche un recente sondaggio pubblicato dal Centro nazionale per la ricerca sociale, secondo cui la percentuale di britannici che ritiene che il governo abbia attuato una cattiva gestione dell'iter, è aumentata passando dal 41% al 55% fino alla punta massimo del 61% di due mesi fa. Inoltre è aumentata anche la percentuale di chi, proprio in seguito a questa incapacità di negoziare, teme che Londra possa portare a casa un accordo svantaggioso; in questo caso gli ottimisti sarebbero solo il 19%.