Saranno i tanti intoppi sul lungo e impervio cammino del divorzio, saranno i numeri (quelli dei debiti da pagare che partono da un minimo di 44 a un massimo di 55 miliardi di euro) a spaventare, saranno le questioni riguardanti il confine nordirlandese che potrebbe creare un precedente per i tanti nazionalismi presenti su territorio inglese, sta di fatto che i sudditi di Sua Maestà stanno iiziando a fare marcia indietro sulla Brexit.

I sondaggi

Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, pare che il 51% degli aventi diritto al voto adesso si proclami contrario all'uscita dall'Unione mentre solo il 41% sarebbe a favore, un distacco, quello del 10% che è il più ampio finora registrato. 

A confermarlo il sondaggio esclusivo commissionato dal quotidiano britannico The Independent alla società demoscopica BMG Research. Un risultato che arriva all'indomani della chiusura ufficiale della prima fase di colloqui che ha visto mettere la parola fine alla questione dei diritti dei cittadini europei su suolo britannico (che verranno trattati come in precedenza), dei doveri di pagamento di Londra verso l'Unione (una cifra non ufficializzata che varierebbe da 44 a 55 miliardi di euro) e del confine nordirlandese (nessun confine fisico ripristinato). Solo recentemente si è dato il via alla seconda fase dei colloqui e anche in qesto caso la certezza di tempi brevi e modalità rappresentano ancora un'incognita.

Evidentemente qual 23 giugno del 2016 chi aveva votato a favore non aveva preso in considerazione, o forse non era stato addirittura adeguatamente informato, sulle conseguenze che il suo voto avrebbe comportato. Oppure, non aveva preso in considerazione il comportamento spesso controproducente degli stessi politici inglesi, in primis dei leader del movimento secessionista che, subito dopo la vittoria (leggi Nigel Farage con il suo Ukip), hanno rassegnato le dimissioni, oppure del primo ministro Theresa May arrivata dopo l'addio di David Cameron (dimessosi anch'egli in seguito alla sconfitta del referendum che lui stesso aveva promosso convinto che la popolazione stesse dalla sua parte) la quale a sua volta promosse nuove elezioni per rafforzare il suo mandato pro-brexit, salvo uscirne più indebolita di prima.