La Gran Bretagna è nel caos ma in sostanza i mercati finanziari se ne fregano e continuano il rimbalzo.

Questa può essere, in estrema sintesi, la fotografia della giornata di ieri sulle borse mondiali.

Già le borse asiatiche, di prima mattina, hanno rinfrancato il resto del mondo, reagendo con un rialzo alle notizie di rallentamento della crescita cinese. L’interpretazione positiva è dovuta alla fiducia che le autorità cinesi interverranno con misure espansive, dopo aver già da qualche giorno svalutato il yuan.

Le borse europee hanno così potuto attendere il voto inglese sulla Brexit recuperando nel complesso più o meno quel che avevano perso il giorno precedente. Ha fatto eccezione il nostro Ftse-Mib, unico indice europeo leggermente negativo, appesantito dalle pessime performance del settore bancario, terrorizzato dalla richiesta della Vigilanza BCE di svalutare completamente i NPL (le sofferenze bancarie) entro 7 anni.

La richiesta non è vincolante, ma se non ottemperata dovrà essere giustificata caso per caso. E’ inoltre una regola che vale per tutte le banche sistemiche dell’Eurozona, sottoposte a Vigilanza BCE, e non solo a quelle italiane. Però quelle italiane sono più gravate di NPL della media europea. La norma mira a rendere i bilanci più aderenti alla realtà e a far emergere le perdite occulte, per ottenere una stabilizzazione futura degli istituti europei. Ma, evidentemente, causerà l’imputazione a bilancio degli importi delle svalutazioni e, per qualche istituto più debole patrimonialmente, richiederà la necessità di ricapitalizzare. Per questo motivo gli investitori si sono alleggeriti in modo abbastanza brutale delle banche italiane.