La Brexit inciampa sulla prova Irlanda. Non che l'argomento sia di facile soluzione per i negoziatori. Dall'inizio sono nate le prime e più difficili incomprensioni dal momento che si litigava anche solo per stabilire quali dovessero essere le questioni prioritarie.

Brexit: le questioni più spinose

Infatti dall'Europa si chiedeva di risolvere prima la diatriba riguardante i soldi che Londra doveva dare all'Unione in virtù degli impegni precedentemente presi, quindi chiarire la posizione dei cittadini Ue presenti su suolo inglese e infine definire la questione dei confini con l'Irlanda. Storicamente, infatti, l'isola vicino all'Impero britannico è divisa tra l'Irlanda, ovvero l'Eire, nazione autonoma e all'interno dell'Unione dal 1973, e quella del Nord, sotto il dominio britannico, spesso erroneamente identificate con l'Ulster (in realtà l'Ulster comprende sia l'Irlanda del Nord, con sei delle nove contee che costituiscono l'Ulster ovvero Antrim, Armagh, Down, Fermanagh, Londonderry e Tyrone, sia le tre contee governate dalla Repubblica d'Irlanda e cioè Cavan, Donegal e Monaghan). Con l'uscita di Londra dall'Ue sarà necessario regolamentare i flussi di persone e merci da quello che sarà l'unico confine terrestre tra l'Europa e la Gran Bretagna. Il problema, oltre che logistico visto il traffico quotidiano che la comune appartenenza all'Unione snelliva delle pedanterie burocratiche, sembra essere anche politico. L'Irlanda del Nord, che dopo anni di guerre fratricide ha ottenuto l'autonomia politica con la possibilità di eleggere un governo proprio, è in crisi, così come anche l'Eire il cui governo, guidato dal premier Leo Varadkar potrebbe essere a rischio di elezioni anticipate. A Dublino il governo di minoranza guidato da Leo Varadkar, del partito Fine Gael, deve difendersi dall'accusa verso la sua vicepremier Frances Fitzgerald di aver fatto insabbiare una denuncia per corruzione verso la polizia, Il partito Sinn Fein ha presentato una mozione di sfiducia appoggiata anche dai rappresentanti del Fianna Fa'il, a loro volta appoggio estero per il governo del primo ministro.