Irlanda divisa in due

Molte aziende e fattorie sorgono letteralmente sul confine, dal quale sono tagliati a metà. Tutto questo permetteva ai circa 30 mila transfrontalieri di avere una vita priva di tensioni, almeno sul fronte lavorativo, il che ha innegabilmente favorito il commercio e le attività economiche. Ma l'addio di Londra all'Ue porterà, oltre al ripristino dei controlli, con tutto il rallentamento derivante, anche la destabilizzazione a livello sociale per una popolazione che da quasi 30 anni non aveva più bisogno di controlli ed ha perciò prosperato in un'area in cui gli attraversamenti da parte di corrieri e piccoli produttori agricoli avviene più volte al giorno. Tornando al fattore economico è importante ricordare che l’economia dell’Irlanda del Nord dipende moltissimo dalle esportazioni verso l’Unione Europea quanto da quelle verso la Repubblica d’Irlanda, il che porterebbe ad un aumento estremamente gravoso dei costi per le piccole aziende della zona. Recentemente il Telegraph ha reso noto un documento riservato della Commissione europea secondo cui l'Eire sarebbe intenzionata a chiedere a Bruxelles di far restare l’Irlanda del Nord parte dell’unione doganale europea in modo da conservare la libera circolazione nella zona. Una proposta che, se non accettata, potrebbe costringere Dublino ad opporsi al prosieguo dei colloqui con Londra per lo svolgersi della Brexit, un secondo step che dovrebbe iniziare da metà dicembre. Ma nel caso contrario, ovvero quello in cui venisse accettata, l'Irlanda del Nord, che nel referendum della Brexit votò per restare all'interno dell'Unione, diventerebbe un'eccezione nei territori soggetti alla Brexit, una sorta di enclave che avrebbe regole diverse da quelle imposte a tutto il resto del Paese. Recentemente David Davis, segretario di Stato britannico per Brexit, ha spiegato che l’Irlanda del Nord, secondo questa proposta, sarebbe un territorio che, di fatto, rimarrebbe all’interno dell’Unione Europea e quindi, paradossalmente, una frontiera con il Regno Unito.