Non solo Irlanda, per Theresa May, in ambito Brexit si sta preparando anche un'altra incognita: Gibilterra. Quando tutto sembrava andare per il verso giusto, almeno sul fronte europeo, ecco che si presenta un altro problema: la Spagna, infatti, è pronta a porre il veto su Gibilterra.

Di cosa si tratta?

In realtà lo status di Gibilterra era già stato fissato ad ottobre per ammissione dello stesso premier spagnolo Pedro Sanchez, anche perchè l'intera Unione Europea aveva già chiarito che ogni decisione sul promontorio avrebbe dovuto essere presa dopo colloqui bilaterali tra Madrid e Londra. Purtroppo, però, nel testo approvato la settimana scorsa dai ministri inglesi e in fase di approvazione (ora dubbia) anche dell'Unione, non è specificato nulla al riguardo, il che potrebbe porre un problema in futuro e cioè che ogni disposizione riguardante la rocca, comprese quelle fiscali, sarà intesa nel più ampio panorama dei colloqui Ue-Uk e non in quelli privati tra le due nazioni. Una schermaglia che ha un forte valore politico oltre che economico: Sanchez guida un fragile governo di minoranza e il partito popolare ha bocciato il testo dell'accordo a causa della nebulosa situazione del confine di Gibilterra, situazione che rischia di far diventare la zona una sorta di porto franco.

I dubbi di Madrid

Dall'altra parte, invece, si guarda ai numerosi inglesi che hanno preferito trasferirsi al sole del promontorio: sebbene la libera circolazione dei citadini da entrambe le parti non sia mai stata messa in discussione resta però il fatto che da sempre le questioni al confine sono state trasformate in schermaglie fastidiose per entrambi i paesi. In realtà il testo conferma la creazione di tre commissioni bilaterali che gestiranno gli accordi su sicurezza, lavoro, pesca e ambiente mentre stabilisce la collaborazione su questioni fiscali e sul contrabbando e riciclaggio di denaro.