Mentre l'euro si indebolisce a causa della situazione spagnola e di quella austriaca, anche la sterlina inglese deve accusare il colpo dettato dall'incertezza ormai cronica che regna sul panorama inglese.

La situazione sui colloqui  

La Brexit rappresenta sempre di più un punto interrogativo che non riesce a trovare risposte certe. La prima e più ovvia conseguenza è stato l'impatto che si è avuto sulla sterlina, vittima di volatilità, un impatto che, stando a quanto pronosticato dagli esperti di Business Insider, potrebbe continuare, guidata per lo più dagli sviluppi derivanti dagli eventi politici, portando un crollo del 20% sulla divisa britannica nei confronti del dollaro con un target osillante tra 1,10 e 1,20. Nello specifico le previsioni di Roger Hallam, responsabile investimenti in valut presso JPMorgan Asset Management parlano di 1,15 dollari entro la fine del 2019 e di parità tra sterlina ed euro. In questo caso la minaccia arriverebbe sulle esportazioni e sull'intero settore commerciale (regolato dalle norme OMC e non più da quelle Ue) con inevitabile rischio di recessione e conseguente cambio della politica monetaria della Bank of England costretta a ritagliare nuovamente i tassi di interesse dopo averli portatial rialzo tra il 2017 e il 2018. 

Uno scenario inevitabile soprattutto se Londra, viste le difficoltà non solo nei colloqui ma addirittura nel gettare le basi dalle quali partire, dovesse uscire sconfitta nella trattativa con l'Europa. Qualche giorno fa il primo, duro colpo, con le parole di Michel Barnier, capo negoziatore UE per la Brexit, secondo il quale la situazione sarebbe effettivamente in stallo tra il Regno Unito e l'Unione europea; al centro delle perplessità i reciproci impegni finanziari definiti a "un punto morto", cosa che per Barnier, e a questo punto anche per chi opera sul Forex, è vista come "molto inquietante".