Almeno per il momento la premier britannica può tirare un sospiro di sollievo, dopo aver superato con successo lo scoglio del voto di fiducia.

Respinta mozione di sfiducia: la May resta al timone

Ieri è stata respinta in serata la mozione di sfiducia nei confronti di Theresa May ottenendo 200 voti a favore e 117 contrari. La May resta così alla guida del Partito Conservatore, grazie all'appoggio dei parlamentari Tory, oltre a quello dei ministri che si sono schierati tutti con lei.

Ancor prima dell'avvio delle votazioni ieri la premier ha fatto sapere che intende dimettersi prima delle prossime elezioni in agenda nel 2022. Intanto la May, stando a quanto previsto dallo statuto del Partito Conservatore, non potrà essere più sfiduciata per un altro anno e quindi potrà portare avanti le trattative sulla Brexit con i leader europei, nel tentativo di ottenere garanzie e maggiori concessioni.

Slitta a gennaio voto su accordo Brexit

Dopo il rinvio del voto già previsto questa settimana, bisognerà attendere gennaio affinchè il Parlamento britannico possa esprimersi relativamente all'accordo sulla Brexit concluso dalla May con l'Unione Europea. La votazione avverrà dopo la ripresa dei lavori parlamentari prevista il 7 gennaio prossimo e prima della data limite del 21 gennaio fissata dal Governo.

Berenberg: una perdita di tempo il voto di sfiducia

Intanto la conferma della May alla guida del Partito Conservatore ha avuto un effetto positivo sulla sterlina che, pur avendo ridotto i guadagni rispetto alla mattinata, si conferma in progresso nei confronti delle principali valute.