Rivoluzione ai vertici dell'industria mondiale del tabacco. E’ arrivata infatti nelle scorse ore la notizia che il colosso anglo-americano British American Tobacco ha presentato un’offerta per acquisire una quota del 58% dell'altro protagonista del settore Reynolds American: un affare da 47 miliardi destinato a dar vita alla più grande società quotata di produttori di sigarette al mondo. 

L'integrazione dei due colossi

British American Tobacco,che può vantare un portafoglio di oltre 200 brand tra i quali Lucky Strike e Dunhill e ha venduto nel 2014 qualcosa come 667 miliardi di sigarette, diventa in questo modo proprietaria al 100% della casa madre di Camel, di cui deteneva già dal 2004 una quota del 42,2%.

E l'integrazione dei due gruppi è destinata a spodestare dal trono di prima impresa del tabacco quotata in borsa del mondo per fatturato e utile operativo i rivali di Philip Morris International.

Il ruolo di primo produttore mondiale in assoluto resta comunque saldamente nelle mani dell'asiatica China National Tobacco Corp., la società di proprietà del monopolio di stato di Pechino che detiene una quota di mercato pari a quella di British american Tobacco e Philip Morris messe insieme. 

I numeri dell'operazione 

Nel dettaglio, la società anglo-americana ha presentato una offerta non vincolante "cash-and-stock": British American Tobacco pagherebbe 56,50 dollari per azione Reynolds, di cui circa 24 dollari in contanti e e il resto in azioni di BAT. Offerta che rappresenta un premio del 20% rispetto al valore del titolo Reynolds alla chiusura della Borsa di New York di ieri.