La Borse USA si sono improvvisamente svegliate dal sogno della salita senza fine e ieri hanno deciso tutto d’un tratto di considerare ciò che per settimane è stato rimosso dal novero delle notizie sensibili.
Il doppio pizzicotto rappresentato dall’abbattimento di un aereo malese nei cieli ucraini e l’invasione di Gaza da parte dell’esercito israeliano ha costretto i mercati a considerare che in giro per il mondo qualche rischio esiste ancora e forse continuare a cullarsi nella prospettiva del paradiso finanziario rischia di allontanare troppo i mercati dalla realtà.
E’ come se gli invitati ad una festa, dopo aver gozzovigliato a più non posso, affacciandosi al balcone, si accorgessero che là fuori non c’è proprio nulla da festeggiare. Se hanno la sbornia cattiva potrebbe anche scattare la crisi di nervi.
Non siamo ancora a questo punto, ma ieri Wall Street sembra proprio aver realizzato di essersi portata troppo avanti con le aspettative rosee ed ha sentito impellente la necessità di realizzare almeno un po’ dei guadagni accumulati da mesi. Le vendite sono scattate all’unisono e l’indice SP500 ha dovuto fare dietro front a soli 4 punti dai massimi assoluti realizzati il 3 luglio scorso. Si è riprodotta la tipica successione che definisce le fasi di “risk on”: vendite diffuse sull’azionario, acquisto di Treasury Bond visti come beni rifugio, accanto ai tradizionali oro e petrolio.
Per quale motivo quel che è stato ignorato per settimane ieri è tornato improvvisamente al centro della scena?
Nessun motivo. E’ la classica goccia che fa traboccare il vaso. Non particolarmente diversa da quelle che l’hanno preceduta fino a riempirlo. I mercati sono fatti così. Quando si mettono in testa uno scenario, convincendosi di un preciso percorso futuro, esso viene incorporato nelle aspettative, ed i prezzi prendono una strada che li può allontanare anche molto dalla realtà. La convinzione è che sarà la realtà ad adattarsi alle aspettative. Spesso succede, ma a volte la realtà non ci sta a farsi inscatolare nei modelli di previsione. Ma se intanto il mercato ha accumulato una forte inerzia, la realtà può anche essere ignorata o “interpretata”, come stanno facendo la FED e tutti i principali guru, specialmente se confligge con le aspettative. Fino ad un certo punto. Oltrepassato quel punto, improvvisamente, il risveglio dal sogno costringe guru e mercati a rifare i conti e tutto quel che ci si strappava di mano come un gioiello prezioso, improvvisamente viene buttato nella spazzatura.