Paras Anand, Responsabile dell'asset management Asia Pacifico di Fidelity International, spiega che il brusco sell-off negli USA probabilmente non ha colto nessuno di sorpresa. Gli investitori avrebbero piuttosto dovuto chiedersi come, a dispetto di una politica monetaria più restrittiva, un mercato del lavoro in contrazione e un prezzo del petrolio in aumento, gli Stati Uniti avessero continuato a essere così resilienti.

Ci sono miriadi di spiegazioni, ma credo che l’andamento dei prezzi del 2018 rinforzi l’idea che sia gli investitori attivi sia il numero crescente di strategie passive e sistematiche abbiano avuto un approccio “long momentum/short volatility”.

In altre parole, gli investitori sono preoccupati delle previsioni di incertezza sul piano politico ed economico e hanno scelto le asset class e i settori che sembrano offrire fondamentali più solidi e hanno dimostrato un andamento dei prezzi più prevedibile.

In questo momento, il concetto di valore è divenuto secondario rispetto all’attenzione sui possibili alti e bassi del percorso - spiega Paras Anand -. Al contrario, abbiamo visto significative cadute in parti del mercato in cui l’incertezza resta alta, come i mercati emergenti, la Cina e il Regno Unito, che stanno tutti scambiando ai minimi storici in questo momento.

Dato che la previsione di medio termine per l’economia globale resta forte e che il graduale azzeramento dello stimolo monetario è un segno di ritorno a condizioni più normali, la risposta giusta per gli investitori ai segnali del mercato statunitense - che sta alla fine perdendo il momentum - è di andare a cercare valore in aree che hanno già subito vendite molto importanti.