La crescita economica dei 19 Paesi della zona euro è destinata nei prossimi anni a proseguire, anche se in rallentamento, ma "incertezze e rischi, sia interni che esterni" sono in aumento e "iniziano a pesare sul ritmo dell’attività economica", facendo così gravare sulle previsioni l'ombra di "rischi ribassisti".

Le previsioni d'autunno di Bruxelles

E' questo lo scenario tracciato dalla Commissione Europea nelle sue stime economiche d'autunno, stando alle quali il prodotto interno loro della regione crescerà quest'anno a un ritmo del 2,1%, dopo aver toccato il picco degli ultimi 10 anni alla fine del 2017, e continuerà poi a rallentare all'1,9% nel 2019 e all'1,7% nel 2020. Leggermente migliori sono le stime sull'Ue a 27 (con l'esclusione cioé del Regno Unito), la cui espansione economica è prevista al 2,2% quest’anno, al 2% il prossimo e all'1,9% nel 2020.

La Commissione teme l'overhating dell'economia USA

A fronte di questi numeri, il rapporto segnala però anche un "elevato grado d'incertezza circa le previsioni" per la presenza di "numerosi rischi ribassisti", avvertendo che "la materializzazione di ciascuno di questi potrebbe amplificare gli altri ed aumentarne l'impatto."

In particolare, la Commissione è preoccupata in primo luogo dal potenziale surriscaldamento dell'economia statunitense: le politiche di "stimolo fiscale pro-ciclico" adottate dall'amministrazione USA portano infatti con sé il pericolo che la Fed acceleri il suo percorso di stretta monetaria più del previsto, con effetti rilevanti sui mercati emergenti ma anche problemi per l'UE dati i "forti scambi commerciali e la sua esposizione bancaria".