Dopo lo scivolone con cui si è chiusa la scorsa ottava, e la pausa di lunedì per il Labor Day, sono in molti a scommettere sulla fine del bull market a Wall Street e le prime indicazioni di giornata (i future hanno virato in negativo, Tesla ha toccato un crollo del 14% in premarket in scia al mancato inserimento nell'S&P 500) sembrerebbero confermare il proseguimento del sell-off guidato dal settore tecnologico, e dal Nasdaq, i cui titoli in molti casi scambiano su multipli eccessivi. 

Possibile correzione del 10% ma il rally non è finito

Non tutti sono di questo avviso. È il caso di Peter Oppenheimer, chief global equity strategist di Goldman Sachs Group, che in una nota inviata alla clientela lunedì non ha escluso un'ulteriore correzione del 10% per i mercati Usa ma ha invitato a non perdere fiducia perché a suo dire il bull market ha ancora parecchio margine di movimento. Diverse le ragioni citate da Oppenheimer per sostenere la sua tesi, come riportato da MarketWatch e da gran parte dei mezzi d'informazione Usa.

La ripresa dalla crisi del Covid-19 sembra più durevole

Per Oppenheimer ci si trova nella classica fase di "speranza" di un nuovo ciclo d'investimento che arriva dopo una profonda recessione. Fase che abitualmente è la più solida e questo spiega i guadagni magari considerati eccessivi del 2020. La ripresa economica dalla crisi del Covid-19 appare oggi più durevole, anche grazie alle positive notizie sullo sviluppo di vaccini. Gli economisti di Goldman stessa hanno già rivisto al rialzo l'outlook economico e questo dovrebbe concretizzarsi a Wall Street. Il Bear Market Indicator dell'istituto newyorkese, assai alto nel 2019, indica scarsi rischi di una rottura anche in presenza di valutazioni elevate. Governi e istituti centrali continueranno a sostenere economia e mercati e questo comporterà minori rischi per gli investitori. Il costo del denaro in negativo è per altro favorevole alle Borse: la prospettiva di anni con tassi d'interesse intorno allo zero anche in Usa, confermata dalle recenti dichiarazioni dei rappresentanti della Federal Reserve, dovrebbe supportare gli asset più rischiosi come l'azionario.

Il punto chiave? La rivoluzione digitale ha molta strada da fare

Un punto in particolare va considerato, proprio perché la ripresa economica che stiamo attraversando è diversa da quelle del passato, visto che nasce da un evento senza precedenti come la pandemia di coronavirus. Evento che non farà che alimentare la rivoluzione digitale già in atto, che trasformerà economia e mercati azionari. Rivoluzione, nota Oppenheimer, che ha ancora molta strada da fare. Se è vero che il mercato, titoli tecnologici compresi, potrebbe registrare una correzione se l'economia rallentasse, bisogna considerare che "molte di queste società generano una grande quantità di liquidità e hanno bilanci solidi". E, alla fine, possono essere viste come relativamente difensive e continuare a sovraperformare anche in un presenza di un bear market.