Tra i cambiamenti significativi nella vita quotidiana di milioni se non di miliardi di persone nel mondo causati dalla pandemia di coronavirus c'è anche il rapporto con gli animali domestici. Se nelle economie sviluppate la crescita del numero di pet, e del relativo business, è stata costante negli ultimi anni, il Covid-19 e le necessarie pratiche di distanziamento sociale hanno impresso un'accelerata al fenomeno. I mesi di confinamento in casa si sono rivelati meno pesanti per chi ha scelto di adottare un cane, un gatto o un altro animale domestico. E a sostenere la tendenza ha contribuito anche il fatto che il massiccio ricorso al telelavoro ha convinto molte persone, in precedenza non in grado di gestire un pet per le troppe ore passate fuori casa, ad assumersi la responsabilità di un ospite non umano. Ed è improbabile che, una volta lasciatasi alle spalle la pandemia, il fenomeno registri un'inversione. Ne è convinta Sophie Bakalar, co-fondatrice di Fable, brand di prodotti per animali, intervistata dalla Cnbc. Balakar è convinta che non si tratti di una moda passeggera, a causa del coinvolgimento emotivo insito nel convivere con un animale domestico.

Nel 2020 si spenderanno in Usa 99 miliardi in Pet Care

Secondo l'American Pet Products Association nel 2020 in Usa si raggiungeranno i 99 miliardi di dollari di spesa per tutto ciò che riguarda i pet, dagli alimenti alle cure veterinarie. E se il mercato a stelle e strisce è oggi quello di maggiori dimensioni, il resto del mondo non sta certo a guardare. Global Market Insights stimava che a livello globale il Pet Care potesse arrivare a toccare un valore di 270 miliardi di dollari nel 2025. Outlook, però, precedente l'esplodere della crisi del Covid-19 e quindi rivedibile, al rialzo. "Per il deciso aumento delle adozioni di animali domestici e delle famiglie che trascorrono più tempo a casa con loro, quest'anno abbiamo registrato una crescita senza precedentii, 12 volte rispetto al 2019", ha notato Bakalar, che ovviamente con un modello di business direct-to-consumer ha anche beneficiato della chiusura dei negozi retail durante il lockdown. Vantaggio, però, che non si è limitato a realtà di piccole dimensioni come quella di Fable, ma ovviamente ha riguardato anche i grandi gruppi della distribuzione, come Petco Animal Supplies (Petco).

E intanto Petco sbarca al Nasdaq con valutazione di 6 miliardi

Non a caso Petco settimana scorsa ha presentato presso la U.S. Securities and Exchange Commission (Sec, l'autorità di controllo dei mercati finanziari Usa) la richiesta di collocamento al Nasdaq (con ticker WOOF), senza entrare nel dettaglio ma limitandosi a indicare una raccolta stimata in 100 milioni di dollari (cifra che viene abitualmente usata solo per calcolare il costo dell'Ipo). Il retailer di prodotti per animali di San Diego era stato ceduto nel 2016 per circa 4,6 miliardi di dollari da Tpg Capital e Leonard Green & Partners a Cvc Capital Partners e Canada Pension Plan Investment Board (Cpp Investments). Secondo quanto stimato da Bloomberg la valutazione di Petco in sede di Ipo potrebbe essere oggi di circa 6 miliardi di dollari. Anche grazie al Covid-19.

(Raffaele Rovati)