La busta paga piange: nonostante le promesse, l'Inps continua a non pagare la Cig. La cassa integrazione arriverà entro un mese: questa era, in estrema sintesi, la promessa effettuata dal premier Giuseppe Conte. Alle sue parole facevano eco quelle di Pasquale Tridico, presidente del'Inps, che spiegava che l'istituto ha pagato in 45-60 giorni. Prima dell'emergenza coronavirus ci volevano dei mesi prima che provvedesse a pagare. Un leggera coda, secondo Tridico, sarebbe necessaria e fisiologica.

Ad oggi, però, molti lavoratori non si sono visti ancora arrivare alcunché in busta paga. Il pagamento della Cig è andata ben oltre i 60 giorni e a dire il vero, per molti comuni mortali, questo risulta essere un vero e proprio problema. Perché ci sono le bollette da pagare, il mutuo o l'affitto e tutte quelle spese minime e necessarie che permettono alle persone di vivere.

Busta paga e Cig: le maledizioni dell'Inps!

Quest'anno potrà essere ricordato come un anno terribile. Sicuramente orribile per l'emergenza sanitaria innescata dal coronavirus, ma anche molto pesante dal punto di vista professionale per i responsabili dell'Inps. Partiamo dalla cassa integrazione Covid: come molti lavoratori si saranno già accorti, fa acqua da tutte le parti. Non si contano più i ritardi nell'erogazione del fondo: basti solo pensare che ci sono ancora 102mila dipendenti che non hanno visto la Cig di maggio. Ovviamente a questi si devono aggiungere quelli che non hanno visto ancora nulla delle mensilità di giugno e luglio: parliamo di 642mila pagamenti rimasti in sospeso.

Giusto per aggiungere problemi ad altri problemi, il Decreto Agosto ha fatto scomparire la cosiddetta corsia preferenziale per richiedere le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione. Un procedura introdotta con il Decreto di maggio - una misura che prevedeva che il 40% della Cig fosse anticipata immediatamente dall'Inps -, ma che non è stata richiamata esplicitamente dal nuovo provvedimento. Nel frattempo la busta paga del lavoratore piange.

Ricapitoliamo: il Dl Agosto, per il momento non conferma l'iter veloce per ottenere la Cig e questo, sicuramente, complica un po' la situazione. Una cosa è certa: il Parlamento può intervenire in qualsiasi momento e correggere gli eventuali errori o completare la norma. Però riaprirà non prima del 24 agosto. Nel frattempo aziende e lavoratori stanno al palo ed aspettano.

Inps: i lati oscuri della cassa integrazione!

Senza dubbio i problemi di gestione della cassa integrazione non sono finiti. Molte richieste di Cig sono rimaste in sospeso: sono quelle domande che l'Inps al momento non ha accettato né respinto. Ma non ha nemmeno annullato: sono in attesa di essere esaminate. Nel momento in cui l'istituto di prevvidenza non analizza la domanda e quindi decide se autorizzarla o respingerla, tutto rimane nel limbo. Non è possibile inviare il documento con l'Iban né presentare nuovamente l'istanza per una nuova Cig. Ed i lavoratori aspettano, con la busta paga che diventa sempre più magra!

Al momento sono 151mila le domande per le quali non è arrivata alcuna risposta. Sono semplicemnte in giacenza. Parliamo di un totale di 2 milioni di beneficiari che sono in attesa di verdersi arrivare qualcosa sulla busta paga. Parlando in soldoni, significa che l'Inps si deve preparare a staccare qualcosa come 2,6 milioni di assegni: ovviamente non parliamo di 2,6 milioni di lavoratori diversi, dato che alla stessa persona può spettare più di una mensilità di cassa.

Tutti disastri dell'Inps

Di certo non ne sta venendo fuori un bel quadretto dell'Inps. Lavoratori incavolati perché attendono la Cig, la busta paga è sempre più magra. Domande di cassa integrazione ferme in chissà quale ufficio e chissà per quale motivo. Nel frattempo le imprese provano ad adeguarsi alle nuove regole: quelle che hanno già utilizzato le prime settimane di Cig autorizzare dai Decreti Cura Italia e Rilancio adesso ne possono attaccare altre 18, da utilizzare entro il 31 dicembre 2020. Nel frattempo non è possibile licenziare. Le prime nove settimane di questo secondo pacchetto sono per tutti a prescindere dal fatturato. Per attivare le restanti nove si pagherà invece un ticket.

Spiace dirlo e constatarlo: la situazione economica in Italia resta ancora molto fragile. Il timore che in autunno possa esserci un nuovo lockdown pesa molto sulle apsettative di impreditori e lavoratori. Al momento il Governo non sembra in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze del mondo produttivo. La Cig con queste modalità non funziona, ma nessuno sembra preoccuparsene. E intanto le famiglie sono in difficoltà.