Aiuto, aiuto! Torna il coronavirus. Tutti dobbiamo stare a casa e non andare a lavorare. Nel frattempo il Governo mette le mani sulla busta paga. E come sempre c'è chi ci rimette e c'è chi ci guadagna: arriva un bell'incremento del 4%. Ma ai sindacati questo non basta, iniziano le proteste  e chiedono più soldi per i dipendenti pubblici. Ecco il nocciolo della questione è proprio questo: una bella differenza in busta paga per quanto riguarda l'aumento, così da far crescere l'odio tra i lavoratori di serie A, sempre più protetti e al sicuro da qualsiasi intemperia economica, e quelli di serie B, che dalla sera alla mattina si ritrovano con l'azienda che ha chiuso. E che magari non riescono nemmeno a vedere la cassa integrazione.

Quando parliamo di lavoratori di seria A, pensiamo ai dipendenti pubblici, che in questi mesi hanno ricevuto regolarmente la propria busta paga e che incassano un minimo di aumento (in questi mesi non importa quanto sia, se il rischio è quello di perdere il lavoro) e i lavoratori del settore privato, sui quali pesa il costo maggiore della crisi innescata dal Covid 19. Troppe volte costretti a stare a casa senza stipendio e senza soldi per pagare il mutuo o l'affitto.

Busta paga: chi paga il costo del Coronavirus!

In altre parole con questi aumenti è possibile affermare che, il costo di questa seconda ondata del coronavirus, è completamente sulle spalle dei lavoratori privati. O sarebbe più giusto dire sulla loro busta paga. I dipendenti statali, ancora una volta, sono stati protetti. Un situazione che non deve essere ignorata in alcun modo. Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia, intervistato da Il Giornale, spiega che:

ignorare questa differenza oggi significa favorire l'odio sociale e in questo momento c'è bisogno di tutto tranne che di odio sociale. Se si continua a dividere cittadini si mina il l'unità del Paese.

Molto probabilmente questa sottigliezza non è stata colta dal premier Giuseppe Conte, che sull'argomento ha preferito non fare delle riflessioni. Anche se, in questi mesi, ai dipendenti pubblici è stato dedicato molto tempo.

Sì perché i numeri sembrerebbero parlare molto chiaro. Il Governo avrebbe pronta un'offerta che prevederebbe - una volta entrata a regime - un incremento di stipendio leggermente superiore per i dipendenti pubblici. Un buon 4%. Il fatto che è andato a finire sotto gli occhi di tutti è che l'aumento è stato messo nero su bianco all'interno della relazione tecnica alla legge di bilancio, quella, per intenderci, che è stata appena inviata in Parlamento. In altre parole possiamo riassumere la proposta in questo modo: nel caso in cui ci sia una retribuzione media pari a 34.250 euro lordi all'anno, l'aumento corrisponderebbe a quasi 107 euro lordi al mese.

Busta paga, la protesta dei sindacati!

E' stato proprio all'inizio di questa legislatura che vennero definite le risorse che erano necessarie per gli aumenti in busta paga dei dipendenti pubblici. Nel 2019: 1,3%; nel 2010: 2,01%; a partire dal 2021: 4,07%. Però su queste cifre e su questi numeri qualcuno starebbe alzando la voce: i sindacati. Secondo loro l'aumento, che consisterebbe in 83 euro lordi, sarebbe ritenuto troppo basso. Cgil, Cisl e Uil ritengono che i dipendenti pubblici abbiano diritto non solo ad:

aumenti salariali in linea con la condizione economica delle famiglie, ma soprattutto pretendono di non vedersi sottratte dalla busta paga somme già erogate in questo momento.

In altre parole lo somme che arriverebbero in busta paga non comprenderebbero, al momento, alcuni elementi, come l'indennità di vacanza scattata nel 2019. I fondi destinati al salario accessorio dei militari e delle forze di polizia, verrebberro completamente assorbiti dagli aumenti, che in questo modo diventerebbero più bassi. 

Chi paga in busta paga il Covid 19? La stangata

A noi appare molto evidente. Il Covid 19 in busta paga viene pagato da tutti i lavoratori dipendenti. Non importa che siano impiegati dello Stato o di qualche industria privata. Il dipendente pubblico è maggiormente tutelato, in questo periodo, ed è una grande sicurezza. In un momento in cui le aziende chiudono dalla mattina alla sera, avere la certezza di un posto di lavoro e uno stipendio sicuro è un privilegio. Se poi lo stipendio non brilla, gli aumenti sono scarsi, è sempre meglio che essere in mezzo alla strada. Il costo del Covid 19 lo pagano tutti: dagli statali, che spesso e volentieri hanno stipendi che non sono degni di questo nome, i dipendenti delle aziende private, che si sono trovati a casa, senza busta paga e senza cassa integrazione.

Il costo economico del Covid 19 lo pagano le partite Iva, che non sempre sono sinonimo di grande imprenditore o di un grande professionista dal fatturato miliardario. Ci sono lavoratori che hanno un fatturato di tutto rispetto, ma non sono milionari, che si sono visti crollare il reddito nel corso dell'ultimo anno. E non hanno i soldi per pagare i mutuo.

Sì, il costo economico del coronavirus lo paghiamo tutti noi. Non importa il lavoro che stiamo svolgendo o per chi lo stiamo facendo. Siamo tutti nella stessa barca ed è inutile dire altro. 

Sì, signori: la stangata in busta paga è propria questa. Chi ha la fortuna di non aver perso il posto di lavoro, avrà un aumento non adeguato alle proprie aspetarive!