Un matrimonio che s'ha da fare: la spagnola Caixabank ha comunicato i termini della fusione con la connazionale Bankia, che verrà realizzata attraverso un'Opa che valuta Bankia 4,3 miliardi di euro. Caixabank ha offerto 0,6845 titoli propri per ogni azione Bankia. Pari a un premio del 20% rispetto alla chiusura dei titoli a Madrid lo scorso 3 settembre, prima che le due banche spagnole annunciassero di essere impegnate in negoziati per l'integrazione delle attività, e del 28% sulla media ponderata degli ultimi tre mesi. Insieme i due istituti diventeranno leader nel settore bancario spagnolo, con 664 miliardi di euro di asset. In particolare in Spagna potranno contare su oltre 20 milioni di clienti, sul 24% dei depositi, il 25% dei prestiti e il 29% dei prodotti di risparmio di lungo periodo. Santander e Bbva resteranno colossi di dimensioni maggiori, grazie però alle attività internazionali. 

Madrid, che aveva salvato Bankia, scenderà al 16,1%

Inizialmente gli azionisti di CaixaBank avranno il 74,2% del capitale della nuova entità, mentre il rimanente 25,8% farà capo ai soci di Bankia. CriteriaCaixa, la holding della fondazione Caixa, resterà azionista di riferimento di CaixaBank (con un pacchetto intorno al 30%), mentre la partecipazione dello Stato spagnolo verrà ridotta. Bankia era nata nel 2010 dall'unione di sette casse di risparmio regionali ed era stata parzialmente nazionalizzata nel 2012, in seguito al salvataggio nel pieno della crisi del debito sovrano dell'Eurozona. Il Frob (Autoridad de Resolución Ejecutiva, fino al 2015 Fondo de Reestructuración Ordenada Bancaria di cui ha mantenuto l'acronimo), fondo alle dipendenze del ministero degli Affari economici di Madrid, a operazione conclusa avrà il 16,1% di Bankia.

In arrivo 770 milioni di sinergie e 8.000 esuberi

Secondo il quotidiano finanziario di Madrid El Economista, la fusione comporterà anche circa 8.000 esuberi che verosimilmente verranno ottenuti attraverso lo svecchiamento del personale: nell'organico complessivo delle due banche (51.000 in totale, di cui 45.000 in Spagna) sono infatti circa 8.400 gli ultracinquantenni. Gli analisti ritengono che, per essere efficiente, la nuova entità oltre al taglio del personale dovrà chiudere 1.400 filiali. Il costo stimato di tale ristrutturazione sarà di circa 2,6 miliardi di euro. I due istituti prevedono che a bocce ferme le sinergie annuali ammonteranno comunque a 770 milioni di euro, a fronte di nuovi ricavi per 290 milioni.

(Raffaele Rovati)