Errore calcolo pensioni, l’INPS non rilascia la pensione addio all’assegno pensionistico. Non dovrebbe succedere, ma può capitare che il Caf o Patronato commetta degli errori nella domanda o durante il calcolo pensioni e salta la pensione futura. Quando parliamo di pensioni, dovremmo parlare del continuo di un ciclo di vita in cui il lavoratore soddisfatto della propria carriera lavorativa, accede a un piano pensionistico adeguato alle aspettative di vita. 

Ma Ahimè! Non è così. Luscita dal lavoro è una scelta analizzata minuziosamente, se non si prende nel momento giusto si riceve un assegno pensionistico “bassissimo”, dovuto all’effetto di un’uscita anticipata mal consigliata e a un misero accumulo di contributi. Ecco perché, è importante giocare in anticipo ed eseguire la simulazione del calcolo pensioni online direttamente dal sito INPS. O, quantomeno, è necessario individuare gli elementi che influiscono sulla determinazione dell’ammontare dell’assegno previdenziale, ossia dei requisiti, dell’età pensionabile e i contributi versati. Ma, se la simulazione o la domanda operata dal Caf o Patronato è sbagliata? Che fare? 

Calcolo pensioni: errori su domanda, che fare se l’INPS non paga?

C’è chi non si è reso conto nell’immediato dell’errore nel calcolo pensioni operato dal Caf o Patronato e, chi se ne è accorto quando è rimasto deluso dall’assegno pensionistico. Di sicuro in entrambi i casi è stata una sorpresa amarissima. Del resto, l’ultimo dato risalente a un errato calcolo pensioni risale agli inizi del 2020, quando circa 100mila pensionati senza preavviso hanno ricevuto un taglio considerevole sulle pensioni. In quell’occasione l’INSP non solo ha riconosciuto l’errore, ma ha provveduto al rimborso in tempi più o meno congrui. 

L’inesattezza può essere operata dai Caf o Patronato che per qualche strafalcione smarrisce dei documenti, commettere sbagli di calcolo, redige dei documenti in modo errato e così via. Con l’effetto di procurare un disagio, nonché, in alcuni casi un vero e proprio danno ai clienti. 

Calcolo pensioni: assegno più basso, errore INPS o Patronato? 

Il primo passo da seguire porta alla verifica della veridicità della simulazione, ossia controllare che non sia un errore di calcolo dell’INPS. Può capitare che il calcolo dei contributi operato dall’Istituto non sia corretto e, quindi, il versamento risulti nettamente inferiore alle aspettative. In questo caso, il lavoratore può richiedere la verifica di calcolo pensioni e, se l’errore è presente inoltrare all’INPS la domanda per ricevere gli arretrati per differenza.  

Cosa succede se il calcolo pensioni viene sbagliato dal Patronato? Secondo quanto disposto dall’articolo 1176 del Codice civile, ci si aspetta che il Patronato o Caf compia il proprio dovere con diligenza professionale. Se, tale principio non viene rispettato, il lavoratore può anche in presenza di un incarico formulato con una struttura gratuita, richiedere il risarcimento dei danni. Un concetto avvalorato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 1911 del 6 luglio 1973.

Precisiamo che, resta a carico del cliente l’onere della prova, in ogni caso, il Caf o il Patronato non risponde per l’imprecisione se sono dovute per omesse o errate informazioni esibite dal cliente. 

Calcolo pensioni: per la perdita di chance chi paga?

La perdita di chance rappresenta nel diritto la mancata possibilità di perseguire un guadagno, si tratta, in linea generale di una voce di danno patrimoniale. Ne consegue, che è cosa ben diversa dal risarcimento danno. Il sindacato che commette degli errori verso il cliente è tenuto a pagare. A chiarire il concetto della responsabilità dei sindacati il Tribunale di Torino con la sentenza n. 7201 del 10 dicembre 2013.

In ogni caso, vi consigliamo procedere per gradi, in cui il primo passo porta all’esatto controllo del cattivo operato del Caf o Patronato, comprovato attraverso l’onere della prova. Poi, avviare una procedura che preveda una formula di accordo e, in mancanza procedere con risarcimento danni.