Oggi anche Wall Street deve al momento cedere qualche decimo di punto percentuale, ma è chiaro a tutti che la seduta odierna ha messo in luce le difficoltà dell’Europa. Il rimbalzo fatto avere dalle Borse del Vecchio Continente era stato sostenuto da Oltre Oceano, venuto a mancare questo supporto ecco il risultato: Londra (-1,3%), Parigi (-1,5%) e Francoforte (-1,5%).

La Borsa tedesca risulta la più emblematica, le vendite si sono concentrate sull’industria “pesante”, Thyssenkrupp (-4,4%), Bayer (-2,6%) e Volkswagen (-2,1%) hanno concluso la seduta sul fondo della classifica.

Il nostro Ftse Mib (-1,58%), purtroppo, non ha fatto eccezione, ha navigato per l’intera seduta in un range ristrettissimo di 100 punti, fra i 21.700 ed i 21.800 punti. Al fixing quattro titoli sono riusciti ad evitare la freccia rossa: Recordati (+0,03%), Saipem (+0,14%), Leonardo (+0,40%) e soprattutto Campari (+1,31%) che ha concluso su quota 7,36 euro, ad un soffio dal proprio record storico stabilito venerdì scorso (7,375 euro).

Per il resto una mezza Caporetto, con Cnh Ind. (-4,92%) particolarmente tartassata dal mercato che conclude l’ennesima seduta ribassista, per vedere quotazioni simili a quella attuale dobbiamo tornare indietro di 15 mesi. Ovviamente pesano i timori per un inasprimento della guerra commerciale Usa/Cina nei riguardi dei prodotti agricoli.

Le brutte notizie per la galassia Agnelli non si limitano però soltanto a Cnh Ind., Exor (-3,28%) ha risentito anche delle vendite che hanno colpito nuovamente Fiat Chrysler (-3,05%) ed in misura minore Ferrari (-0,89%).