Londra (-0,5%) ha risentito del voto parlamentare, mentre Francoforte (+0,4%) e Parigi (+0,5%) han fatto ancora un passo avanti.

Immediato il rimbalzo per Piazza Affari, forse il mercato forse ha “riflettuto” ed è arrivato alla conclusione che sette anni per smaltire gli npl dai bilanci delle Banche italiane sono sufficienti? Direi proprio di no, perché gli npl, insomma i crediti problematici, si deteriorano perché l’economia stenta, ed allora si rigenerano come l’araba fenice.

Ma la Borsa è un’altra cosa e reagisce in maniera violenta di giorno in giorno, anzi di minuto in minuto, ed allora oggi è un altro giorno e i titoli bancari sono ridiventati un’ottima opportunità d’acquisto.

Ed in particolare Unicredit (+5,82%) che rimbalza deciso da quota 10 euro, certo stiamo parlando di un livello davvero sacrificato per la nostra Big bank, ricordiamo infatti che soltanto nove mesi fa il titolo quotava 18 euro (l’80% in più!!!).

A ruota segue la controllata Finecobank (+5,63%) sono evidenti quindi gli aspetti speculativi che muovono gli investitori.

Ma, come detto è tutto il comparto bancario e del risparmio gestito che oggi ha trainato la nostra Borsa: Ubi Banca (+3,81%), Intesa Sanpaolo (+3,73%), Banca Generali (+3,08%)e Banco BPM (+2,96%).

Sembra invece rimbalzare su quota mezzo euro Telecom (+2,67%) un altro titolo molto “chiacchierato”. Dopo aver rimbalzato su quota 15 euro prosegue il recupero di Buzzi Unicem (+2,67%).

Gli acquisti sul Ftse Mib (+1,63%) hanno riguardato un po’ tutti i settori, parecchi titoli infatti han registrato performances superiori ai due punti percentuali: Recordati (+2,54%), Saipem (+2,39%), Diasorin (+2,38%), Mediobanca (+2,30%), Unipol (+2,24%), Bper Banca (+2,20%), Exor (+2,17%), Prysmian (+2,10%), Leonardo (+2,03%) ed UnipolSai (+2,03%).