Cosa succede quando marito e moglie decidono di separarsi? A chi spetta pagare i canone Rai? E' possibile averlo in affidamento? A parte gli scherzi, cosa accade quando due coniugi decidono di separarsi e vano ad abitare in due appartamenti diversi: ma soprattutto, quando la moglie - che è rimasta nella ormai ex casa coniugale - riceve la bolletta dell'energia elettrica intestata ancora al marito. E nella quale viene addebitato il canone Rai? Alla fine il marito si ritrova un dobbio addebito: quello dell'appartamento in cui è andato a vivere e quello della ex casa coniugale, dove oggi vive solo la mogli.

Come si devono comportare i due coiniugi separati nel confronti del canone Rai. Ormai è dato per assodato che tutti in casa abbiamo una televisione e vi devono pagare sopra la tassa annuale. Il primo passo da compiere, in linea teoria, quando una coppia si separa è quello di procedere alla voltura delle utenze. Nel caso in cui la bolletta dell'elettricità fosse intestata al marito e la casa assegnata alla moglie, la mossa corretta sarebbe quella di fare una voltura della bolletta elettrica. Se poi uno dei due coniugi non dovesse essere in possesso di una televisione, sarà necessario presentare una dichiarazione di non detenzione all'Agenzia delle Entrate.

Il canone Rai: chi la deve pagare!

In questi mesi ed in questi ultimi anni ce ne siamo accorti un po' tutti. Il canone Rai è una tassa odiata un po' da tutti. Ma è comunque vada un obolo che tutti devono pagare almeno una volta nella propria vita, almeno quanti possiedono una televisione od un altro apparecchio che idoneo a ricevere un qualsiasi segnale audio o video. Non importa che sia una televisione od un monitor del computer. E' una tassa sul possesso della Tv, non importa che la si guardi o meno: deve essere pagata solo per il fatto che la si possiede.

Il canone Rai è pari a 90 euro, quanto meno per l'anno 2020. Dato che è una delle tasse più evase che ci siano, da qualche anno a questa parte è stato deciso di inserirla direttamente nella bolletta della luce elettrica. Nel caso in cui nessuno dei componenti della famiglia sia titolare di un contratto per la corrente elettrica, il canone Rai deve essere versato utilizzando un modello F24 entro e non oltre il 31 gennaio di ogni anno. E' possibile, comunqnue, richiederne la raeizzazione. Questa potrà essere:

  • in due rate semestrali, con scadenza il 31 gennaio ed il 31 luglio. L'importo sarà di 45,94 euro ogni rata;
  • in quattro rate (scadenze: 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre) da 23,93 euro ciascuna.

E' possibile, inoltre, chidere all'ente che ci eroga la pensione di addetitare il canone Rai direttamente sul cedolino della pensione, purché il reddito sia superiore ai 18.000 euro.

Canone Rai: un ossessione per i separati!

Una delle angoscie che perseguita molte coppie di coniugi che si sono appena separati è proprio relativa al canone Rai. Partiamo da un caso molto pratico e del quale abbiamo già accennato in apertura del nosro articolo. Mettiamo il caso che il nostro buon maritino si sia separato dalla moglie. Il giudice ha assegnato la casa alla donna, ma la bolletta della luce è intestata all'uomo. Che ha preso armi a bagagli e si è dovuto trasferire in un nuovo appartamento.

La domanda sorge spontanea: a chi tocca pagare il canone Rai? La soluzione è tanto ovvia, quanto evidente. Nel momento in cui il nostro buon maritino ha lasciato la casa coniugale, la prassi vorrebbe che la bolletta dell'energia elettrica venga intestata alla moglie. Modificando l'intestatario, si modifica anche chi paga il canone Rai. Nel caso in cui il marito (nel nostro caso), nella sua nuova abitazione non dovesse possedere alcun apparecchio televisivo, potrà inviare all'Agenzia delle Entrate una raccomandata con la quale si dichiara di non possederlo. In caso contrario, anche il coniuge separato sarà tenuto a pagare la stessa tassa.

Non pagare il canone Rai!

E' davvero difficile, ogi come oggi, non pagare il canone Rai: la decisione di addebitarla direttamente sulla bolletta della luce è stata un mossa vincente. Decidere di non pagarla è possibile, ma è necessario mentire: si dovrà dichiarare - in maniera falsa - di rientrare in uno dei casi di esenzione previsti dalla legge. Ricordiamo che in caso di dichirazioni false si può rischiare la reclusione ed il pagamento di una sanzione. Bisogna stare molto attenti, anche perché l'Agenzia delle Entrate effettua dei controlli a campione su quanti hanno presentato un'autocertificazioni per poter richiedere l'esenzione. Per 90 euro all'anno, conviene rischiare di mettersi contro il fisco? Direi proprio di no, ma questa è un'opinione personale.

Anche il canone Rai si prescrive: il termine è di 10 anni, che inizia a decorrere l'anno successivo rispetto a quello in cui si sarebbe dovuto effettuare il versamento. Questo significa che le ricevute dei versamenti per il canone Rai effettuate nel 2020 devono essere tenute fino al 2030. Dopo quella data non ti potrà essere notificata alcuna richiesta da parte degli organi competente.