Fitch ha tagliato il rating di banca Carige da B- a CCC+ con outlook negativo, ben lontano, come prima d'altra parte, dal livello di investiment grade. Questo significa che le prospettive future, secondo l'agenzia di rating, sembrano concretizzarsi un un possibile default.

I motivi di Fitch

Troppe incertezze sulla ricapitalizzazione che, nonostante le dichiarazioni, stenta ad arrivare, troppi i cambi al vertice che rendono lontana la serenità per l'istituto di credito. Non solo, ma allo stato attuale la banca non risponde ai requisiti di Pillar 2 sul profilo patrimoniale ed è difficile che possa riuscire a soddisfarli vista la situazione. La tempesta che si è abbattuta sul settore del credito italiano e che tiene lontani gli investitori non permette di portare avanti una cessione sistematica dei crediti in sofferenza, cessione che, nel caso di Carige, si presenta anche complessa. La cessione di 400 milioni che avrebbe dovuto chiudersi entro l'anno potrebbe non essere affiancata dalla cartolarizzazione di crediti problematici  da circa un miliardo a causa di un mercato che verso il sistema Italia potrebbe confermarsi ostile. 

La risposta di Carige

A questo si aggiungano, come già accennato, le incertezze su un management i cui continui cambiamenti hanno trasformato in un punto interrogativo anche le tempistiche per l'attuazione delle strategie future che dovrebbero garantire anche il ritorno della profittabilità. La presidenza di Pietro Modiano che guida la banca con la collaborazione del suo ad Fabio Innocenzi rappresenta il quarto cambio di squadra nel giro di un quinquennio.