Obiettivo dell'inverno? Distruggere l'evasione fiscale. Come farlo? Con un bonus a quanti usano la carta di credito e si dimenticano del contante. Gli Italiani si devono preparare a chiudere i conti con il passato: il Governo sta lavorando ad una serie di iniziative che dovrebbero agevolare l'uso della carta di credito. Ma attenzione ci potrebbero essere delle eccezioni, delle quali sarà necessario tenere conto.

A chiedere un piano anti contante sembra che sia proprio l'Europa. O almeno è quello che ci ripetono dai corridoi di Palazzo Chigi. Una richiesta che il premier Giuseppe Conte ha deciso di prender per vera, tanto che sarebbe già pronta una grande riforma: il piano cashback. Che ad esser veramente sinceri, era stato già annunciato in piena pandemia.

Un bonus per chi usa la carta di credito

L'Italia è diventata la repubblica dei bonus. Nel 2020, soffocati come siamo stati dall'emergenza coronavirus e dalla conseguente crisi economica, il nostro Governo invece di mettere sul tavolo delle iniziative a lungo respiro, che potessero smuovere la domanda e l'offerta, ha giocato tutte le sue carte calando gli assi dei bonus. Al momento sembra intenzionato a continuare a muoversi sulla stessa strada. Le misure che si concentrano sulla carta di credito e sulla limitazione dell'uso del contante, dovrebbero contenere la madre di tutte le battaglie fiscali. Lo scopo principale dell'operazione, comunque, sarebbe quella di dimostrare di avere una certa credibilità internazionale. La tempistica dell'operazione, poi, sembra scelta con estrema cura: Bruxelles si starebbe preparando ad accordare all'Italia il recovery fund, che tra prestiti e finanziamenti a fondo perduto ci dovrebbe far arrivare qualcosa come 209 miliardi di euro. Ma come molti ben sapranno, l'evasione fiscale sarebbe il grande problema del nostro paese, con i suoi 109 miliardi di euro ogni anno. Questo è il costo del sommerso.

Sarà anche per questo che il Governo ha intenzione di riconoscere un bonus a tutti i consumatori che dal primo dicembre utilizerrano la carta di credito od il bancomat: 300 euro ogni anno per tutte le spese documentate fino a 3.000 euro. In altre parole stiamo parlando del piano cashback, che sarebbe allo studio del Ministero dell'Economia e del premier Giuseppe Conte. Il bonus, però, sembra avere un'incognita nascosta, qualche cosa che non funziona: nell'operazione sarebbero completamente esclusi i pagamenti online, dove la scelta della carta di credito è, ovviamente, l'unica, se non la principale, soluzione possibile.

Carta di credito: alcune piccole riflessioni!

A dire il vero non sembra molto chiaro il motivo per il quale si voglia incentivare l'uso della carta di credito solo nei negozi fisici e non si conceda un bonus anche da quanti stiano comprando su Internet. Sembra quasi un paradosso: per riuscire a raggiungere la soglia dei 3.000 euro all'anno, che porteranno ad ottenere un bonus da 300 euro, i consumatori non dovranno conteggiare gli acquisti fatti online: non è escluso che il Governo possa intervenire per correggere queta anomalia, che di fatto condiziona le scelte dei consumatori.

Rimando fermi ai negozi fisici, lo stesso premier Giuseppe Conte, in questi giorni avrebbe suggerito e chiesto agli operatori di muoversi verso gli adeguamenti tecnologici necessari. Ricordiamolo: uno dei passaggi fondamentali perché l'uso della carta di credito possa crescere è quello che i POS siano presenti in tutti i negozi. Ma non basta: quello che ancora serve è un sistema che permetta di far dialogare le amministrazioni dello Stato con il sistema dei pagamenti: tutte le rendicontazioni delle transazioni attraverso la piattaforma PagoPa e le piattaforme bancarie devono poter trasferire le informazioni all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, prima di mettere in campo il provvedimento, servirà l’ok del Garante della privacy e della Corte dei Conti. Cosa non da poco.

Bonus sulla carta di credito: i limiti!

Come ogni interessante iniziativa, c'è il suo buon rovescio della medaglia. Oltre alla soglia di spesa ci sarebbe anche un limite minimo di operazioni. Questo dovrebbe servire ad incentivare l'uso della carta di credito anche per gli acquisti più piccoli. Qui però un po' si andrebbe a scontrare con la forte critica mossa dai commercianti che si starebbero lamentando delle commissioni troppo alte

Per venire loro incontro, il piano anti contanti prevede anche un credito d'imposta per le commissioni pagate dai piccoli esercenti in vigore dal primo luglio scorso, detrazioni fiscali solo per prestazioni pagate con moneta elettronica e un’esenzione fiscale per chi usa buoni pasto elettronici, oltre all’abbassamento, del tetto del cash che nel 2022 scenderà ad appena mille euro.

(Ha collaborato Giacomo Iacomino)