Verso un mondo senza contanti. E se fosse vero? Intanto, avanti tutta con la carta di credito. Indietro tutta con le banconote. Effetto Covid-19. La nostra vita sta cambiando più di quanto possa sembrare, a partire proprio da qui. Addio contanti. I pagamenti adesso si fanno online. Via app. O, per l’appunto, con la carta di credito.

Acceleratore. E’ così che viene definito il coronavirus. E in questo senso, più che accelerazione si parla di piede a tavoletta. Tant'è che il futuro potrebbe addirittura eliminare anche la carta di credito stessa, per dare spazio alle transazioni tramite smartphone -sempre che la batteria ci assista-. E questa direzione, secondo Schroders, gruppo finanziario globale quotato alla borsa di Londra, potrebbe aprire nuove opportunità agli investitori, ma anche ai risparmiatori. 

Carte di credito: i benefici e l'effetto Covid

Non è soltanto questione di comodità e di tracciabilità. Sì alla carta di credito. No ai contanti. Il motivo è anche un altro: come spiega l'analista di Schroders Roger Doig, le banconote fungono da mezzo di trasmissione del virus. Questo è stato un driver importante per il cambiamento dei metodi di pagamento.

La pandemia ha messo nelle condizioni molti venditori di accettare la carta di credito, e anche i costi legati alle transazioni sono diminuiti. Un calo che ha premiato i venditori stessi, che si stanno convincendo sempre più ad accettare anche un pagamento digitale. 

Carta di credito, perché convenienza non vuol dire solo risparmiare soldi

Gli incentivi verso l’utilizo della carta di credito sono evidenti e provengono dai governi di ciascun paese europeo: con la pandemia infatti è stato alzato il limite per i pagamenti contactless: nel Regno Unito da 30 a 45 sterline per transazione, nell’Eurozona da 20/25 a 50 euro in molti Paesi.

Poter eseguire un pagamento avvicinando semplicemente la carta di credito all’apparecchio è stato un altro dei propulsori che hanno convinto i consumatori a iniziare a utilizzare la carta di credito, specie i più anziani, ai quali a volte anche solo un semplice pin da ricordare può costituire un problema.

Convenienza insomma non vuol dire soltanto risparmiare soldi, ma anche risparmiare energia e tempo nei pagamenti, compresi quelli più piccoli, di tutti i giorni. 

Carta di credito, Scandinavia all'avanguardia. I dati della Bce

Dicevamo di Gran Bretagna ed Eurozona: l’apripista verso un mondo senza contanti, fatto solo di carta di credito e sistemi di pagamento digitale è stata, tanto per cambiare, la Scandinavia. Ma, continua l'analista di Schroders Roger Doig, è destino che altri paesi ne seguiranno presto l’esempio.

La Bce fornisce un primo dato interessante in questo senso: il numero totale di pagamenti non in contanti sono aumentati del 7,9%, a 90,7 miliardi di euro nel 2018. Ci sono paesi tuttavia il cui processo di assimilazione è decisamente più lento. Ci siamo noi: c’è l’Italia. Ma c’è anche la Germania.

Per fare un esempio, in Finlandia le carte di credito vengono utilizzate cinque volte più spesso rispetto alla Germania. E sei volte più spesso rispetto all’Italia.

Carta di credito uguale nuove opportunità per gli investitori. Ecco perché

Un’Europa senza contanti potrebbe seguire la direzione tracciata sulla falsariga dagli Stati Uniti. Qui i cosiddetti “business” dei pagamenti, fa sempre notare Roger Doig di Schroders, erano già molto ben sviluppati all’interno delle banche. Poi però sono diventate società indipendenti. E adesso si trovano in una fase di consolidamento.

Questi passaggi l’Europa li sta assimilando. Anche nel vecchio continente, negli ultimi anni, si sono formate entità indipendenti e si muovono sul mercato azionario. E adesso è il momento di M&A, fusioni e acquisizioni destinate a proseguire anche nel futuro.

Ecco perché, secondo Schorders, investire in aziende di pagamenti può essere interessante, sfruttando il momento di difficoltà sulle banche e del settore finanziario in particolare causa emergenza sanitaria che costringe a tassi molto bassi.

L’impatto sociale di un mondo senza contanti

Carta di credito, app e pagamenti online uguale tracciabilità. E quindi, transazioni tassabili. Le finanze pubbliche in questo periodo Covid sono state messe alla prova. Le casse dello Stato piangono e invece devono sostenere la ripresa economica assieme ai consumi. Insomma, si tratta di un elemento di fondamentale importanza.

Altro dato proveniente dalla Bce (ma datato 2017) analizzato da Schroders: esiste un 3,6% della popolazione europea che non utilizza servizi bancari. Questo accade perché le persone vengono pagate in contanti. Soluzione che evidentemente piace ancora alla gente, ma un po’ meno alle banche.

Perché gli sportelli automatici per prelievi hanno un costo. E gli istituti di credito non hanno tutto questo interesse a mantenerli attivi. sempre dalla Bce ecco altri i dati del 2018: il prelievo bancomat è diminuito dello 0,3%. Ma il numero dei terminali dei punti vendita è aumentato dell’11,2%. Si parla, in buona sostanza, di inclusione e i più danneggiati potrebbero esser le persone anziane, come detto, meno inclini a utilizzare le carte di credito. 

Le carte di credito sostituiranno definitivamente i contanti?

I contanti spariranno del tutto? La risposta è no. Schroders spiega infatti che gran parte delle banconote nell’Eurozona non circolano quotidianamente, ma sono utilizzati come riserve. Secondo un sondaggio della Bce del 2016, il 12% delle persone in Eurozona detiene più di €1.000 in contanti a casa.

La pandemia in ogni caso sta incoraggiando l’uso di pagamenti non in contanti per le transazioni quotidiane, a partire dalla carta di credito, e questo trend, conclude l'analista Roger Doig di Schroders, è destinato ad accelerare.