Cosa accade quanto ci clonano la carta di credito? Fino a quando siamo responsabili degli acquisti effettuati con la card fasulla? Come possiamo tutelarci nelle sedi opportune ed evitare che ci si imbatta in qualche reato, benché inconsapevole? A quali autorità dobbiamo rivolgerci per sporgere denuncia, ma soprattutto quali sono le tempistiche da rispettare e le procedure da seguire. Proviamo a spiegare quale dovrebbe essere il comportamento del buon padre di famiglia per quanti usino la carta di credito.

Carta di credito: gioie e dolori!

Le abitudini dei consumatori stanno cambiando, giorno, dopo giorno, e complice anche la guerra al contante del Governo, la carta di credito inizia ad essere utilizzata con una maggiore frequenza. Abitudini, commercio online, semplicità: sono diverse le motivazioni, diverse le esigenze, ma la tendenza degli ultimi anni è molto evidente. I consumatori stanno abbandonando la moneta cartacea per sostituirla con quella virtuale.

Non entriamo in questa sede nel dibattito politico. La carta di credito come strumento di lotta all'evasione: pagare unicamente con i circuiti digitali crea senza dubbio molti vantaggi. Sicuramente uno dei più importanti è quello di riuscire a tracciare tutte le operazioni: in questo modo la lotta all'evasione ne trarrebbe sicuramente vantaggio. Ma quali sono i pericoli che si nascondono dietro all'uso quotidiano della carta di credito? Uno dei pericoli che potrebbero incorrere i consumatori è nel furto della card o nella duplicazione del bancomat. A questo punto dove e quando è necessario presentare una denuncia per la clonazione della carta di credito?

Ricordiamo che non stiamo parlando di situazioni che potrebbero esserci solo in astratto. Sono reati che avvengono molto di frequente. Le conseguenze innescate da questo tipo di reato, purtroppo, sono molto serie: nel momento in cui ci si accorge che qualcuno ci ha clonato la carta di credito si corre il rischio di essere derubati. Un furto che potrebbe costarci anche molto caro.

Carte di credito: quali sono i reati più comuni!

Prima di iniziare ad entrare nel dettaglio dei reati più comuni che possono coinvolgere le nostre carte di credito è meglio iniziare a fare qualche distinzioni. In circolazione ci sono tre tipi differenti di card:

  • le carte di credito: queste tipologie permettono di effettuare operazioni finanziarie anche nel caso in cui ci sia un contro scoperto. Permettono di posticipare il pagamento di quanto acquistato ad un momento successivo rispesto al giorno dell'operazione. Il saldo di tutte le operazioni compiute nel corso del mese viene generalmente effettuate in un'unica soluzione;
  • le carte di debito: sono i bancomat. Con queste card è possibile effettuare delle transazioni economiche nei limiti delle disponibilità presenti sul conto corrente;
  • le carte prepagate: non sono associate a nessun conto corrente. Possono essere ricaricate dal titolare ed essere utilizzate nei limiti dei fondi che vi sono caricati sopra.

I reati maggiori, soprattutto la clonazione, convolgono le carte di credito ed i bancomat. Ne sono escluse le carte prepagate.

I reati

I criminali diventano ogni giorno sempre più raffinati, quando è il momento di portare a termine una truffa. Le tecniche per clonare gli accessi ai sistemi bancari sono sempre più raffinati: generalmente sono tecniche di social engineering. Anche se, stando ad alcuni gli studi condotti in materia, si incorre maggiormente nel pericolo di clonazione della propria carta di credito (o del bancomat) quando si effettuano transazioni telefoniche o informatiche. In tal caso, infatti, per gli hacker è più semplice replicare il codice della carta clonata su un’altra tessera. Quest’ultima viene, poi, utilizzata per le più disparate operazioni economiche. L’ipotesi più frequente è quella del trasferimento dei soldi su conti esteri difficilmente rintracciabili.

Ma quali sono i modi per accerdere ai nostri dati:

  • phishing: è uno dei metodi più diffusi. Attraverso una mail che riporta un noto marchio (magari anche quello del sito presso il quale è stato appena effettuato un acquisto) gli hacker chiedono di inserire le proprie generalità, il numero della carta di credito e la pasword di riferimento. Ovviamente questi dati saranno utilizzati con le peggiori intenzioni;
  • spoofing: l'hacker, falsificando la propria identità, cerca di acquisire informazioni sensibili dalla vittima per utilizzarle a proprio vantaggio;
  • quid pro quo: è il classico attacco informatico con il quale si propone un servizio allettante per farsi consegnare le credenziali del conto corrente del malcapitato per potervi accedere.

Carta di credito: come difendersi?

L'unico modo per difendersi da questi tipi di attacchi è quello di non rispondere a delle mail sospette. Diffidare dal consegnare le credenziali al primo che telefona. E' sempre bene partire da un presupposto: la vostra banca non vi scriverà mai per chiedervi le vostre credenziali. Se questo dovesse avvenire, prima di rispondere recatevi di persona alla vostra filiale e chiedete informazioni: meglio perdere del tempo facendo la fila allo sportello, che vedersi portare via i propri risparmi.

Nel caso, invece, che il dano sia già stato fatto è necessario muoversi con velocità. Ci sono alcune procedure che puoi attivare con un risultato immediato e sono le seguenti:

  • blocco della carta: se ti accorgi di non avere più la card con te, o se ti è stata rubata o clonata, devi procedere subito chiedendone il blocco dell'operatività. E' possibile contattare il numero di emergenza attivo 24 ore su 24 e spiegare i motivi per cui ne chiedi il blocco. L'operatore verificherà la tua identità e procederà a bloccare subito la tua carta di credito;
  • denuncia alle forze dell'ordine: utilizzare indebitamente una carta di credito od un bancomat è un reato, punibile con la reclusione fino a cinque anni;
  • richiesta di rimborso alla banca: se dimostri di aver tenuto con cura la tua carta di credito, di averla tempestivamente bloccata e di aver contestato l’operazione sospetta, sulla base della denuncia presentata alle forze dell’ordine puoi chiedere alla tua banca il rimborso di quanto ti è stato sottratto.