Quello che attende la nazione è un autunno di estrema volatilità con un Governo la cui credibilità è ancora in fase di prova.

Italia: i numeri

Un banco rappresentato dalla presentazione del Documento di economia e Finanza e dalla Legge di Bilancio. La corsa ad ostacoli inizierà infatti la settimana prossima quando il 31 agosto l'agenzia di rating Fitch si pronuncerà sul debito italiano e sula sua affidabilità mentre, il 26 ottobre sarà la volta di S&P. Moody's ha addirittura preferito posticipare il suo giudizio a dopo la presentazione del Def, in modo da avere più elementi per capire le mosse del governo in materia finanziaria. Intanto la situazione tra spread e rating vede l'economia di Roma come sensibile alle circostanze avverse e il suo attuale rating Baa2 è in fase di revisione, contro il BBB di S&P e di Fitch che, tradotto in parole non si discosta da quanto elaborato da Moody's. Gli altri numeri dellìItlaia vedono uno spread che attualmente supera di poco i 282 punti accompagnato da un decennale che rende intorno al 3,1% e un rapporto debito Pil che oltrepassa il 131%. 

I punti deboli

Una cosa è certa: reddito di cittadinanza e flat tax non solo assorbiranno molte risorse, soprattutto monetarie ma rischieranno di esacerbare un clima di costante conflittualità con l'Europa. L'Italia è, infatti, una nazione caratterizzata da un'estrema fragilità dei conti pubblici oltre che una enorme lentezza nelle riforme strutturali. Il panorama che si andrà delineando, inoltre, non aiuterà né Roma (intesa come politica), né Milano (intesa come finanza): tensioni con lo spread Bund/Btp, incertezze sulla situazione geopolitica internazionale (il rischio di un acutizzarsi della questione coreana è solo la punta dell'iceberg) chiusura dei programmi di allentamento monetario da parte di Fed e Bce.