Cassa integrazione: ma quando arriva? E' la domanda che, giustamente, si pongono molti lavoratori che stanno aspettando gli accrediti sui propri conti correnti bancari. La promessa era che l'accredito sarebbe arrivato entro il mese di aprile, ma i tempi sembra che debbano dilungarsi di molto. Ma non si sa di quanto. In un primo momento si era promesso il pagamento della cassa integrazione per il 15 aprile: i Consulenti del Lavoro avevano sollevato fin da subito alcune perplessità su questa tempistica. Ed avevano perfettamente ragione. I tempi si sono allungati e non è arrivato niente.

Ma perché la cassa integrazione è bloccata? Ad allungare i tempi per il suo pagamento sembra che siano ragioni burocratiche. La procedura per presentare la domanda è lunga e complessa, e si può sperare che qualcosa arrivi sul conto corrente solo nel caso in cui il datore di lavoro sia in grado di anticipare qualcosa.

Cassa integrazione: data di pagamento rinviata

Adesso la domanda è sicuramente lecita. Ma quando arriva la cassa integrazione? Quando potrò vedere i soldi accreditati sul mio conto? Al momento l'unica informazione che si ha è che la data di pagamento potrebbe essere e il mese di maggio 2020. Abbiamo volutamente scritto potrebbe essere, perché non sappiamo ancora con certezza se è una promessa che possa essere mantenuta. Speriamo di sì, ma preferiamo non dare certezze in questa sede, per non illudere i nostri lettori.

La cassa integrazione dovrebbe arrivare prima rispetto ai tempi ordinari. Il Governo ha promesso un'accelerazione per l'accredito degli ammortizzatori sociali sul conto corrente dei lavoratori. Generalmente passano tre mesi dalla data di presentazione della domanda, prima che arrivi il pagamento. Ma i tempi, stando a quando è stato promesso, dovrebbero accorciarsi proprio come conseguenza del coronavirus.

Per le aziende che hanno presentato la domanda tra fine marzo ed inizio aprile per il primo accredito, dovrebbe arrivare, realisticamente parlando ai primi di maggio. E' anche vero, comunque, che nonostante tutte le rassicurazioni del premier Giuseppe Conte, non tutte le indennità relative alla cassa integrazioni alla data del 16 aprile erano presenti sui conti correnti. Per il futuro, dobbiamo solo attendere.

Cassa integrazione: ma alla fine i soldi servono

Ricordiamo, comunque, che in questo periodo gli Italiani sono rinchiusi in casa. Anche se non escono mai, eccetto che per le necessità basilari della propria vita, devono continuare a sostenere le spese di tutti i giorni: bollette, affitto, mutuo ed acquisto dei generi alimentari. Solo per citare parte di quello che serve a tutti noi.

A ricordare al Governo tutte le necessità che hanno quotidianamente gli Italiani, ci ha pensato Matteo Salvini, che nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ala Senato, ha posto l'accento proprio sulla cassa integrazione, che qualcuno aveva promesso per il 15 aprile, ma oggi siamo al 16 aprile, è zero, niente sui conti correnti degli italiani.

Lo dico senza nessuno spirito polemico – ha aggiunto il leader della Lega- è solo una annotazione di cronaca.

Era stato comunque lo stesso Governo a dover ammettere che i tempi della cassa integrazione si stessero dilatando. In un certo senso, mettendo un po' le mani avanti, Palazzo chigi aveva sottolineato come trenta giorni dalla ricezione della domanda deve essere considerato un tempo veloce soprattutto in considerazione che i tempi ordinari per il pagamento della cassa integrazione sono sempre stati di due o tre mesi. Una spiegazione, comunque vada, che non soddisfa i lavoratori costretti a rimanere fermi e senza soldi a causa dell’emergenza coronavirus. Non sono poche le persone che faticano ad arrivare a fine mese. Claudio Durigon, responsabile lavoro della Lega, aveva attaccato il governo sottolineando che il ritardo è un'ammissione di incapacità, visto che si era parlato di fine marzo, al massimo entro il 15 aprile.

Secondo i dati riferiti dall'Inps, sarebbero arrivate 198.000 richieste di cassa integrazione per quasi tre milioni di dipendenti. A queste si aggiungono circa 100mila domande per l'assegno ordinario che riguardano 1,7 milioni di lavoratori. In base ad alcune stime, circa la metà degli aventi diritto potranno godere dell’indennità nei tempi previsti perché l’assegno di cassa integrazione sarà anticipato direttamente dall'azienda. I meno fortunati, invece, dovranno aspettare.

Cassa integrazione: serve chiarezza

Semplificare l'iter di domanda amministrativa sul portale telematico Inps per richiedere e accedere agli ammortizzatori sociali "speciali" in questa fase di emergenza. E' quanto richiesto dalla Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, in una lettera al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e al Presidente Inps, Pasquale Tridico.

Una semplificazione necessaria, analogamente a quanto previsto per la proroga annunciata delle indennità mensili esenti per lavoratori autonomi dello spettacolo, secondo la Categoria dovuta al susseguirsi di DPCM che di fatto hanno chiuso o sospeso l'attività di moltissimi esercizi commerciali e realtà produttive. In particolare, ai fini delle proroghe dell'integrazione salariale Covid-19 ex art. 19 D.L. n.18/2020 (erogata da CIGO, assegni ordinari dei fondi bilaterali ex art. 26 D.Lgs. 148/2015) e FIS, il Consiglio Nazionale dell'Ordine ha suggerito due modalità diverse per procedere: sia in caso di proroga senza alcuna variazione della lista dei beneficiari e della percentuale di riduzione; sia in caso di proroga con variazioni.