Sono 18 le settimane di cassa integrazione Covid-19 introdotte per tutte le imprese dal Governo italiano in due tranche. La prima, per 9 settimane, con il Decreto Cura Italia, e la seconda tranche di CIG, sempre per 9 settimane, con il Decreto Rilancio ma con finestre di fruizione ben precise in accordo con quanto ha riportato e messo in risalto il sito notizieora.it.

Cassa integrazione con causale Covid-19, attenzione alle finestre di fruizione

Nel dettaglio, con il Decreto Cura Italia la finestra di fruizione della cassa integrazione per nove settimane, con causale Covid-19, va dallo scorso 23 febbraio e fino al 31 agosto del 2020. Per le altre 9 settimane introdotte con il Decreto Rilancio, 5 settimane rientrano nella stessa finestre di fruizione fissata con il Decreto Cura Italia, mentre per le altre 4 settimane il 'consumo' della CIG è ammesso nel periodo che va dall'1 settembre al 31 ottobre del 2020.

Ma sulla CIG sono i tempi di erogazione la vera criticità

Oltre alle finestre di fruizione, pur tuttavia, sulla cassa integazione in realtà si riscontra e si rileva la criticità più importante che è quella dei tempi di erogazione specie per quel che riguarda la CIG in deroga.

Il che rischia di mettere definitivamente in ginocchio molte imprese che, nonostante dalla fase 1 si sia passati alla fase 2, ed ora alla fase 3 con l'apertura delle frontiere tra le regioni italiane, ancora non hanno ancora alzato le saracinesche.

Blocco dei licenziamenti fino al 17 agosto 2020, un altro problema per le imprese

Inoltre ad oggi, salvo proroghe, vige il blocco dei licenziamenti fino alla data del 17 agosto del 2020, il che significa che a molte imprese 14 settimane di cassa integrazione fruibili, su un totale di 18, potrebbero non bastare.