La cassa integrazione è stato uno degli aiuti chiave per i lavoratori sin dallo scoppio dell'emergenza coronavirus.

Dopo essere stata oggetto di interventi nel decreto Cura Italia prima e in quello Rilancio dopo, la Cig ha visto delle novità anche nell'ultimo decreto, quello Agosto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 agosto ed entrato in vigore il giorno dopo.

Cassa integrazione: importanti novità nel decreto agosto

Come spiegato nel messaggio Inps n.3131 del 21 agosto 2020, il suddetto decreto ha previsto delle importanti novità sia sul fronte delle varie forme di cassa integrazione, sia su quello relativo all’ammissione alle misure di sostegno in questione.

La principale novità consiste nella possibilità per i datori di lavori di accedere alla cassa integrazione indipendentemente dal precedente ricorso e dall’effettivo utilizzo della stessa nel primo semestre di quest'anno.

Il decreto agosto di fatto ridetermina il periodo dei trattamenti di integrazione salariale, ordinari e in deroga, e dell’assegno ordinario richiedibili, nel secondo semestre 2020, dai datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Cassa integrazione: l'Inps spiega quanto dura ora

La cassa integrazione ora può esser richiesta per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 13 luglio al 31 dicembre 2020, cui si aggiungono ulteriori 9 settimane, nello stesso arco temporale.

Il secondo pacchetto è previsto per i soli datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di nove settimane e purché sia integralmente decorso detto periodo.

Cassa integrazione: le condizioni per avere 2° pacchetto di settimane

Per le prime 9 settimane non è prevista alcuna condizione, mentre le successive 9 saranno legato alla verifica del fatturato del primo semestre del 2020, da raffrontare con quello dello stesso periodo dello scorso anno.

Da quello che emergerà da questo confronto dipenderà l'entità del contributo da versare, da calcolarsi sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Nel dettaglio, il contributo è dovuto nella misura del 18% se non c'è alcuna riduzione del fatturato, mentre scende al 9% se emerge una contrazione del fatturato inferiore al 20% con riferimento al periodo di raffronto.

Non è previsto alcun contributo per chi ha avviato l'attività dopo l'1 gennaio 2019 e per le aziende che hanno avuto una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

Cassa integrazione: senza autocertificazione contributo è al 18%

All'atto della richiesta del secondo pacchetto di settimane, i datori di lavoro devono allegare anche una dichiarazione di responsabilità che autocertifichi la l'eventuale riduzione del fatturato.

In assenza di questo documento il contributo addizionale sarà richiesta nella misura massima del 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Cassa integrazione: a chi inoltrare le domande e quando

Le domande di accesso alle diverse forme di cassa integrazione  devono essere inoltrate all’INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.