Inizialmente nato con il nome decreto aprile, vista la mancata approvazione nel mese omonimo, è diventato decreto maggio, ma quando pare sembri si chiami decreto rilancio.

La questione del nome è senza dubbio irrilevante rispetto all'importanza e al peso economico di un decreto da 55 miliardi di euro.

Decreto rilancio in arrivo oggi?

"Un valore che non si vedeva da molti anni", come dichiarato a Sky Tg24 da Federico D'Incà, il Ministro per i Rapporti con il parlamento.

Quest'ultimo ritiene che il decreto arriverà nella giornata di oggi: passerà per il preconsiglio nel pomeriggio e quindi farà la sua istruttoria.

Cassa integrazione: come sarà nel nuovo decreto? Novità pagamenti

Come è noto nel decreto rilancio sarà confermata la cassa integrazione, già presente nel decreto Cura Italia, in cui erano previste 9 settimane.

A queste dovrebbero aggiungersi altre 9 settimanae, con la possibilità di richiedere questo ammortizzatore sociale nel periodo compres tra il 23 febbraio e il 31 ottobre 2020.

Importanti novità sono previste anche alla luce dei forti ritardi nei pagamenti che si registrano a distanza di quasi due mesi dall'approvazione del decreto Cura Italia.

Milioni di lavoratori sono ancora in attesa del primo assegno sul conto corrente  e la situazione più critica si registra per la cassa integrazione in deroga.

Stando agli ultimi dati disponibili, solo una regione ha superato il 50% delle domande pagate, e si tratta delle Marche con il 69,45%, mentre ci sono ancora tre regioni al di sotto del 10%.

Si tratta della Toscana con il 7% delle domande pagate, seguita dall'Abruzzo e dalla Lombardia, rispettivamente con il 5,43% e il 2,53%.

E' questa la fotografia di una situazione davvero drammatica che sembra però destinata a cambiare in meglio, stando almeno alle indicazioni giunte da vari membri del Governo.

Cassa integrazione: Governo punta a regole più semplici

Federico D'Incà, Ministri per i Rapporti con il Parlamento ha dichiarato: "Metteremo a disposizione ancora 15 miliardi di euro per la cassa integrazione con regole anche più semplici in modo che vengano sciolte le difficoltà che abbiamo visto in queste giornate, dovute ad uno strano intreccio burocratico tra Regioni e Inps".

La Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in un'intervista al Corriere della Sera, ieri ha dichiarato che per la cassa integrazione saranno stanziati più di 16 miliardi di euro.

La Ministra ha inoltre aggiunto: “Basteranno per tutte le richieste, quelle relative al decreto Cura Italia e le nuove che arriveranno. Sulla cassa in deroga verrà istituito con le Regioni e l’Inps un comitato tecnico per verificare dove si crea l’imbuto”.

Cassa integrazione: le dichiarazioni del Ministro Gualtieri

Il Governo appare quindi determinato ad affrontare quelle situazioni che hanno creato ritardi nel pagamento del primo assegno che, come detto in apertura, deve ancora giungere a milioni di lavoratori.

A tal proposito il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha detto ieri che è "Frustrante constatare che una parte delle risorse stanziate tempestivamente il 17 marzo, con il decreto Cura Italia, si sia impantanata nei meandri della burocrazia".

Anche per questo motivo Gualtieri ha fatto sapere di aver chiesto con il premier Conto all'Inps e al Ministero del Lavoro di predisporre misure di semplificazione".

Sono state chieste delle norme per accelerare le procedure regionali che stanno dietro la cassa integrazione, visto che quest'ultima va erogata il prima possibile.

Cassa integrazione: Conte promette pagamenti in 1 mese

Parole che fanno da eco a quelle pronunciate il giorno prima dal premier Giuseppe Conte, il quale in un'intervista ad Euractiv ha dichiarato: "Il Governo vuole vincere la sfida della semplificazione amministrativa e della riduzione degli adempimenti burocratici.

Per questo, già nel prossimo decreto-legge di sostegno all'economia, introdurremo un meccanismo semplificato di erogazione della Cassa Integrazione Guadagni in deroga, fondamentale per ampie categorie di lavoratori".

L'obiettivo in sostanza è quello di dare tempi più stretti tanto alle Regioni quanto all'Inps, e precisamente 20 giorni alle prime e 10 giorno all'ente previdenziale.

La promessa del premier Conte è che con il decreto rilancio la cassa integrazione arriverà in un mese e l'auspicio è che questa volta non si tratti solo di parole, ma che a queste seguano i fatti.