Oltre al divieto di licenziamento attualmente in Italia c'è in vigore pure il divieto di pignoramento sul conto corrente non solo di stipendi e di pensioni, ma anche di tutte le integrazioni salariali a partire dalla cassa integrazione e passando per tutte le indennità, dalla maternità alla disoccupazione, e passando per l'indennità di malattia.

Cassa integrazione non è pignorabile sul conto fino al 31 agosto del 2020, salvo proroghe

Questo vale, salvo proroghe, fino e non oltre la data del 31 agosto del 2020 in accordo con quanto è stato riportato dal sito notizieora.it citando il messaggio numero 2479 del 2020 che è stato pubblicato dall'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps). Il messaggio numero 2479 del 2020, che è stato pubblicato dall'Inps, è visionabile dal sito Internet dell'Istituto di Previdenza cliccando qui.

Cosa prevede il decreto legge 34 del 2020 sul pignoramento delle integrazioni salariali

Nel dettaglio, per i pignoramenti avvenuti o che avverranno nel periodo dal 19 maggio al 31 agosto del 2020, il decreto legge 34 del 2020, che è noto come decreto Rilancio, in corrispondenza dell'articolo numero 152, dispone che le integrazioni salariali saranno erogate interamente, e quindi senza decurtazioni anche se è intervenuta l'ordinanza del tribunale.

Le somme pignorate prima del 19 maggio del 2020 sono invece da ritenersi definitivamente acquisite

Prima del Decreto Rilancio, e quindi per le decurtazioni su pignoramento che sono avvenute prima della data del 19 maggio del 2020, invece, il pensionato o il lavoratore non può chiedere rimborsi in quanto le somme trattenute sono da intendersi acquisite in via definitiva.