Con il lockdown in Italia molte attività produttive si sono fermate e ad oggi, dopo il picco della pandemia, molte di queste stentano a ripartire. Il Governo italiano, per proteggere i lavoratori, ha imposto il divieto ai licenziamenti e, nello stesso tempo, ha introdotto per Covid-19 la cassa integrazione per tutti, anche per le imprese con un solo dipendente

Ci sono pure i furbetti della CIG, i lavoratori in cassa integrazione operativi in azienda

Pur tuttavia è ben noto il problema relativo ai ritardi nel pagamento della cassa integrazione dovuto, in parte, anche al fatto che i controlli antifrode si rendono neccesari visto che, come riportato da ilfattoquotidiano.it, ci sono pure i furbetti della CIG.

La truffa sulla cassa integrazione, richiesta CIG tenendo i dipendenti a lavorare a stipendio ridotto

Sebbene siano una minoranza rispetto al totale, a quanto pare alcune imprese, truffando in tutto e per tutto lo Stato, da un lato hanno chiesto la cassa integrazione con la causale Covid-19, e dall'altro hanno mantenuto i dipendenti sul posto di lavoro a stipendio ridotto.

I lavoratori non denunciano per il timore di ritorsioni

In pratica il lavoratore è occupato a tempo pieno, ma l'impresa dichiara in realtà per il lavoratore un numero di ore ridotto in quanto le altre le paga l'Inps. Per questo comportamento, da parte delle imprese truffaldine, il lavoratore spesso non denuncia in quanto poi, riporta altresì ilfattoquotidiano.it, teme ritorsioni al momento del rinnovo del contratto nel raccontare la storia di un cuoco in un ristorante. Le frodi ai danni dello Stato si conterebbero così a centinaia anche perché per scovare i truffatori si può fare poco se non entrano in azione gli ispettori del lavoro con rilevazioni, verifiche ed appostamenti.