Da un lato il Governo avrebbe allo studio la proroga della cassa integrazione, dall'altra l'Inps continua a non effettuare i pagamenti. Una situazione sicuramente molto imbarazzante per le parti in causa, che in un certo senso farebbe pensare al stallo alla messicana tanto amato da Sergio Leone. La possibilità di allungare la cassa integrazione è solo una delle misure allo studio del Governo, che avrebbe sul tavolo tutta una serie di dossier aperti, tra i quali anche un ulteriore blocco dei licenziamenti.

Ad anticipare il pacchetto di provvedimenti sul lavoro ci ha pensato Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro, nel corso di un tavolo di confronto tenuto con Cgil, Cisl e Uil.

Cassa integrazione: cosa ci dobbiamo aspettare?

E' necessario sottolinearlo: al momento non è pronta alcuna norma. Nunzia Catalfo ha sottolineato che si starebbe unicamente studiando la situazione. Sicuramente l'intenzione del Ministero del Lavoro sarebbe quella di inserire all'interno del nuovo decreto, che si starebbe preparando, la proroga della cassa integrazione per altre 18 settimane. La nuova cassa integrazione sarebbe divisa in due blocchi, nove più nove settimane, e partirebbe dal 15 luglio. Le aziende potrebbero optare per un'alternativa: reinserire i lavoratori con uno sgravio occupazionale in modo da poter arrivare fino alle fine dell’anno. Ci sarà anche il blocco dei licenziamenti con piccole modifiche.

Mai la situazione, nel mondo del lavoro, è stata drammatica come in questi ultimi mesi. Il ricorso alla cassa integrazione è altissimo: nelle crisi passate non sono mai stati raggiunti i numeri toccati nel 2020. A giugno i numeri vanno un po' attenunadosi, anche grazie al fatto che è finito il lockdown e c'è stata una parziale ripresa delle attività commerciali. A giugno comunque sono state oltre 434 milioni le ore di cassa integrazione autorizzate (per il 99,6% si tratta di cassa integrazione Covid 19).

Giusto per avere un parametro di confronto, basta pensare che nel corso dei primi sei mesi del 2019 le ore di cassa integrazione richieste erano poco meno di 28 milioni. Solo per avere un'idea di confronto basti pensare che nel 2010, una delle annate peggiori per quanto concerne la cassa integrazione, si toccarono 1,2 miliardi di ore autorizzate, contro i 2,2 miliardi di ore del primo semestre 2020.

Quanto ci costa la cassa integrazione?

Da un'analisi del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil che ha elaborato i rendiconti consuntivi dell'Inps emerge che in 12 anni, dal 2008 al 2019, le risorse complessivamente spese per la cassa integrazione guadagni ammontano a 49,7 miliardi di euro, a fronte di 46,6 miliardi di euro di entrate sostenute da aziende e lavoratori privati, con un saldo negativo nel periodo analizzato pari a 3,1 miliardi di euro.

Nello specifico - spiega Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL - per quanto riguarda le singole gestioni, la spesa per la cassa integrazione ordinaria è stata di 15,6 miliardi di euro, a fronte di 33,1 miliardi di euro di entrate, ed è l'unica gestione ad aver registrato, nei 12 anni considerati, un saldo positivo di 17,5 miliardi di euro. La gestione straordinaria ha visto costi per 25,4 miliardi di euro ed entrate pari a 13,3 miliardi di euro, chiudendo il periodo con un saldo negativo di 12 miliardi di euro. Infine, la cassa integrazione in deroga, totalmente a carico della fiscalità generale, ha registrato uscite per 8,7 miliardi di euro ed entrate pari a 161 milioni di euro, con un saldo negativo di 8,6 miliardi di euro.

Nel 2019 le uscite per la cassa integrazione sono pari a 1,4 miliardi di euro di cui 488 milioni di euro per la gestione ordinaria, 890 milioni di euro per la gestione straordinaria e 15 milioni di euro per la gestione in deroga che sono residui di provvedimenti degli anni precedenti. Sempre nel 2019 aziende e dipendenti privati hanno versato contributi per un totale di 4,2 miliardi di euro destinati a garantire il sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, con un saldo positivo di 2,8 miliardi di euro. Nei primi 5 mesi del 2020 a fronte di oltre 1,7 miliardi di ore autorizzate di cassa integrazione, la spesa ammonterebbe, secondo una nostra stima dai dati Inps sulla cassa integrazione, a 14,3 miliardi di euro.

Cassa integrazione: ed i soldi?

Secondo una prima e provvisoria stima di Gugliemo Loy, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza Inps, mancherebbero ancora qualcosa come 800mila pagamenti. Alcuni sono recenti, altri sono un po' più incancreniti. Al momento, comunque, sembra che manchi un po' di chiarezza sugli stessi numeri che ha pubblicato l'Inps: sulla base delle domande regolarmente presentate i lavoratori che non hanno ricevuto almeno un pagamento al 20 luglio sono 65.270, per la maggior parte però (58.711) sono domande ricevute nei mesi di giugno e luglio. Quasi sicuramente, comunque, Loy si starebbe riferendo al totale dei lavoratori che attendono anche un solo assegno tra quelli dovuti per i mesi di emergenza pandemica, mentre l’istituto conta solo chi non ha ricevuto nemmeno una mensilità.

Loy ha anche avvertito che ci sono circa 120.000 domande nuove, dovute ai nuovi decreti, che sono arrivate in queste settimane e la cui lavorazione, se non è rapida, creerà un doppio problema: il mancato saldo della precedente ondata con quella nuova. Insomma ci sono circa 120.000 domande a ieri che sono adesso giacenti all’istituto.