Il DL Rilancio, ha esteso la cassa integrazione in deroga anche agli sportivi professionisti, ossia a quei lavoratori dipendenti iscritti a fondo pensione sportivi professionisti. La misura consente di poter richiedere nove settimane di cassa integrazione in deroga (CIGD) collocabile tra il 23 febbraio e il 31 ottobre. Al fine di poter accedere alla misura, la retribuzione del beneficiario non potrà superare 50 mila euro, intendendosi tale la retribuzione imponibile contributiva (al lordo delle ritenute previdenziali) dell’anno solare 2019.

I beneficiari

La qualifica di sportivo professionista può essere prevista, nell'ordinamento delle singole federazioni sportive nazionali del CONI, con riferimento agli atleti, agli allenatori, ai direttori tecnico-sportivi e ai preparatori atletici, che esercitino l'attività sportiva a titolo oneroso e con carattere di continuità. Tali soggetti sono iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti. La legge alla quale fare riferimento è la n. 91 del 23/03/1981, denominata “norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti”. Non si può parlare quindi di lavoro professionistico sportivo, se l’eventuale rapporto (di lavoro), non sia stato sottoscritto tra uno sportivo professionista ed una società sportiva professionistica.

Le federazioni sportive italiane affiliate al CONI, che hanno riconosciuto il professionismo sono:

  • Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.)
  • Federazione Pugilistica Italiana (F.P.I.)
  • Federazione Ciclistica Italiana (F.C.I.)
  • Federazione Motociclistica Italiana (FMI)
  • Federazione Italiana Golf (F.I.G.)
  • Federazione Italiana Pallacanestro (F.I.P.).

Solo 4 di queste federazioni riconoscono il professionismo: calcio, ciclismo, golf e pallacanestro. Solo ed esclusivamente quegli atleti tesserati per società sportive affiliate a federazioni che hanno riconosciuto il professionismo, possono essere giuridicamente considerati sportivi professionisti.

Cassa integrazione sportivi professionisti 

L'INPS ha chiarito nella circolare 86/2020 le modalià di presentazione delle domande. Le domande, spiega la circolare, vanno presentate all’INPS che emetterà i provvedimenti di concessione (nove settimane per ogni singola unità produttiva), tramite “Sistema Informativo dei Percettori” (SIP), fino al tetto di spesa di 21,1 mln di euro per il 2020. L'istruttoria delle istanza sarà affidata alle sedi territoriali che dovranno anche verificare il rispetto delle condizioni di accesso alla prestazione con particolare riguardo al requisito reddituale.

L’INPS precisa che la retribuzione annua non superiore a 50 mila euro, che condiziona l’accesso alla prestazione, è da intendersi quella imponibile ai fini previdenziali (e, come tale, al lordo delle ritenute previdenziali) e relativa all’ltimo anno solare trascorso, ossia al 2019.

Nella determinazione dei 50 mila euro annui concorrono le retribuzioni complessivamente percepite in quell’anno (2019) da tutti i datori di lavoro con cui lo sportivo ha intrattenuto un rapporto di lavoro dipendente con obbligo di versamento di contribuzione al fondo pensioni sportivi professionisti.

Successivamnte l'INPS con il messaggio n.3137/20, ha reso nota la disponibilità, sul proprio sito, dell’applicativo informatico per la trasmissione delle richieste relative al particolare trattamento in favore dei lavoratori dipendenti iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti.

Importo CIG

Tanto la cassa integrazione ordinaria quanto quella in deroga sono pari all’80% della busta paga dello sportivo professionista. L’importo viene calcolato a partire dal momento in cui è stata interrotta l’attività. In estrema sintesi: per un lavoratore che prima dell’emergenza sanitaria percepiva uno stipendio di 1000 euro e che abbia interrotto l’attività il 16 marzo, ai fini del calcolo dell’importo della cassa integrazione per “Covid-19”, bisognerà sottrarre una quota pari al 20% ed un’altra quota pari ai 15 giorni antecedenti la chiusura.

L'importo del trattamento di integrazione salariale ordinario è soggetto alle disposizioni di cui all'articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, e non può superare ogni anno gli importi massimi mensili, stabiliti con apposita circolare, rapportati alle ore di integrazione salariale autorizzate e per un massimo di dodici mensilità, comprensive dei ratei di mensilità aggiuntive. I limiti, per l'anno 2016, sono: 971,71 euro (importo lordo) quando la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo del trattamento, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, è pari o inferiore a euro 2.102,24; 1.167,91 euro (importo lordo) quando la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo del trattamento, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, è superiore a 2.102,24 euro. Ogni anno dal 2016 l'importo massimo mensile è rideterminato dall'INPS in funzione del tasso di inflazione. Per il 2020 l'importo è di 998,18 quando la retribuzione mensile è pari o inferiore 2.159,48 euro. Per retribuzioni superiori, il limite sale a 1.199,72 euro.

Cassa integrazione in deroga per i lavoratori sportivi. Modalità di presentazione delle domande

L’articolo 2 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, rubricato “Disposizioni in materia di accesso alla cassa integrazione dei lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti”, ha stabilito che

I lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti che, nella stagione sportiva 2019-2020, hanno percepito retribuzioni contrattuali lorde non superiori a 50.000 euro possono accedere al trattamento di integrazione salariale di cui al comma 1, limitatamente ad un periodo massimo complessivo di nove settimane. Le domande di cassa integrazione in deroga, di cui al presente comma, dovranno essere presentate dai datori di lavoro all'INPS, secondo le modalità che saranno indicate dall'Istituto. Sono considerate valide le domande già presentate alle regioni o province autonome di Trento e Bolzano, che provvederanno ad autorizzarle nei limiti delle risorse loro assegnate. Per ogni singola associazione sportiva non potranno essere autorizzate più di nove settimane complessive; esclusivamente per le associazioni aventi sede nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, con  riferimento  ai  datori  di lavoro con unita' produttive ivi situate nonche' ai datori di  lavoro che non hanno sede legale o  unita'  produttiva  od  operativa  nelle predette regioni, limitatamente ai lavoratori in  forza  residenti o domiciliati nelle medesime regioni, le regioni potranno autorizzare periodi fino a tredici settimane, nei limiti delle risorse ivi previste. La retribuzione contrattuale utile per l'accesso alla misura viene dichiarata dal datore di lavoro. Le federazioni sportive e l'INPS, attraverso la stipula di apposite convenzioni, possono scambiarsi i dati, per i rispettivi fini istituzionali, riguardo all'individuazione della retribuzione annua di 50.000 euro ed ai periodi ed importi di CIG in deroga, di cui al presente comma. Al riconoscimento dei benefìci di cui al presente comma si provvede, relativamente al riconoscimento delle nove settimane di competenza INPS, nel limite massimo di spesa di 21,1 milioni di euro per l'anno 2020.

Con  il messaggio 3127/2020 l'INPS ha comunicato il rilascio dell’applicativo per la presentazione all’Istituto delle domande relative al trattamento di integrazione salariale in deroga in favore dei lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti e si forniscono le relative istruzioni operative.

La domanda è disponibile sul portale dell’Istituto www.inps.it nei Servizi OnLine accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, sezione “CIG e Fondi di solidarietà”, opzione “CIG in deroga INPS”.

Al portale “Servizi per aziende e consulenti” si accede tramite codice fiscale e PIN rilasciato dall’Istituto.

All’interno dell’opzione specificata “CIG in deroga INPS”, selezionando “invio domande”, viene proposto un menu a tendina con le seguenti tre scelte: “deroga INPS”, “deroga plurilocalizzata” e “deroga INPS SPORTIVI”. Per la presentazione delle domande di cui all’oggetto deve essere selezionata l’opzione “deroga INPS SPORTIVI”.

Per presentare la domanda è necessario inserire la matricola del datore di lavoro e il periodo di sospensione, mentre le altre scelte (tipo richiesta e tipo pagamento) sono preimpostate e non modificabili.

Si evidenzia che al trattamento in parola possono accedere esclusivamente le aziende aventi Codice statistico contributivo (CSC) 1.18.08.

Per il trattamento di CIG in deroga in commento, al momento, non è prevista l’anticipazione del 40% delle ore autorizzate.

L’acquisizione dei dati della domanda viene completata selezionando l’unità produttiva dall’elenco proposto dalla procedura e allegando la lista dei beneficiari; è obbligatorio anche l’inserimento dell’accordo sindacale in formato “pdf” e della relativa data di sottoscrizione.