Ricevere la cassa integrazione può significare morire di fame. Benché possa risultare una delle ultime ancore di salvezza per i lavoratori, chi riceve la cassa integrazione sicuramente non vive nell'oro. E' pari a circa 469 euro mensili la perdita per ogni singolo lavoratore che è riuscito ad ottenerla, e la perdita risulta essere molto più alta nel caso in cui dovesse crescere il trattamento economico del lavoratore.

Ad effettuare i conti ci ha pensato la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che partendo dai dati dell'Indagine sulla Forza lavoro dell'Istat ha calcolato che la perdita media per un lavoro potrebbe aggirarsi da un 25% ad 45% per le professioni sceintifiche e alta specializzazione.

Cassa integrazione: quanto pesa sulla busta paga

Ebbene sì, benché la cassa integrazione possa sembra la salvezza da ogni male, a ben vedere il portafoglio continua a piangere. Sì, senza dubbio è molto meglio che restare a casa a guardare la televisione, senza prendere alcunché a fine mese. Siamo d'accordo. Ma senza dubbio la cassa integrazione non costituisce un buon affare per alcun lavoratore. Stando ai primi dati, il taglio medio sulle buste paga potrebbe essere calcolato in questo modo: una media del 37% per i dipendenti del nord Italia; pari a circa un 512 euro al mese, un 36% nel Centro Italia, che in soldoni significa un 469 euro in meno; ed una perdita pari al 33% nel sud Italia, che trasformato in moneta sonante corrisponde ad una decurtazione di 396 euro.

In estrema sintesi questo significa che andare in cassa integrazione non è un affare per nessuno. Prima di tutti per quei lavoratori che ne devono usufruire a tutti i costi. Secondo i dati diffusi dall'Inps lo scorso 27 aprile, in cassa integrazione ci sarebbero almeno 7,3 milioni di persone. Questi lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali (Cig e assegno ordinario), dopo aver atteso a lungo per avere il sostegno al reddito, finiranno per percepire un assegno di molto inferiore alla propria retribuzione netta. Si tratta di una decurtazione che interesserà tutti, anche quei redditi da lavoro già bassi, a cui saranno chiesti ulteriori sacrifici e che prevedibilmente non avranno neanche dei risparmi sufficienti per sopperire alle mancate entrate. A fronte di una spesa importante dello Stato (6,2 mld) per sostenere e supportare i tanti lavoratori italiani colpiti dall’emergenza economica conseguente a quella sanitaria, non va scordato che a questa platea di lavoratori verranno a mancare circa 3,5 miliardi al mese. Insomma, un volume molto importante di risorse.

Cassa integrazione: chi prenderà l'80% dello stipendio?

L'emergenza coronavirus ha costretto molti lavoratori ad entrare in cassa integrazione. Al momento se ne fa un tanto parlare, ma effettivamente sui conti dei lavoratori i soldi tardano ad arrivare. Per questo ritardo non sarà l'unica brutta sorpresa di questo periodo. Il bonifico della cassa integrazione non sarà pari all'80% dello stipendio, ma sarà inferiore. Quindi è meglio farsi due conti ed aspettarsi un po' meno soldi.

Iniziamo con lo spiegare che i lavoratori che avranno la fortuna di poter percepire l'80% del proprio stipendio sono solo quelli che percepiscono un compenso mensile non superiore ai 1.250 euro. In altre parole quanti percepiscono uno stipendio più alto si vedranno arrivare un bonifico pari a 1.129 euro mensili. La cifra è determinata dai massimali della cassa integrazione straordinaria: un limite che vale anche per l'emergenza coronavirus, agendo sulla cassa integrazione guadagni straordinaria, ma anche sulla cassa integrazione in deroga e sul Fondo di integrazione salariale (FIS).

Una cosa che sicuramente fa infuriare la maggior parte dei lavoratori sono i ritardi. In molte Regioni gli istituti bancari si sarebbero impegnati ad anticipare la cassa integrazione ai lavoratori, ma nonostante questo sono in tantissimi ad aspettare ancora il bonifico.

Cassa integrazione: quanti sono i beneficiari

I beneficiari complessivi di Cassa integrazione ordinaria e Assegno ordinario, al 27 aprile 2020, sono 7.568.766. Dei relativi benefici, 4.828.378 sono già stati anticipati dalle aziende con conguaglio INPS, e 2.740.388 sono a pagamento diretto, in corso di pagamento.

Scendendo nel dettaglio, le domande di Cassa integrazione ordinaria aziende pervenute sono 344.817. Di queste 139.992 risultano essere con pagamento a conguaglio e 204.825 con pagamenti diretto, a oggi ne sono state autorizzate 268.148.

Il totale dei lavoratori beneficiari è 4.886.796. Di questi, 3.509.429 lavoratori hanno già ricevuto l’anticipo dalle aziende con conguaglio INPS e 1.377.367 hanno ricevuto il pagamento diretto da INPS.