Alessandro Allegri, AD di Ambrosetti Asset Management SIM, spiega che il nervosismo sui mercati è proseguito anche nel mese di agosto che si è aperto all’insegna della negatività ed ha proposto solo parziali recuperi nelle ultime settimane. La volatilità è dunque aumentata e gli ultimi dati sulla debole crescita della produzione industriale in Cina e la crescita negativa del PIL in Germania hanno aumentato le preoccupazioni e l’incertezza fra gli operatori. I diffusi cambiamenti negativi nelle aspettative stanno dunque spostando gli umori degli operatori verso un possibile scenario di recessione che resta il dubbio principale che aleggia sui mercati portando con sé un generale atteggiamento di cautela, molto diverso dagli euforismi di qualche mese addietro quando la politica monetaria, in così breve tempo, aveva riacceso gli scenari rialzisti, mentre ora sembra non sia in grado, da sola, di eliminare completamente i rischi e le incertezze.

In passato una risposta politica adeguata da parte delle banche centrali ha aiutato ad aumentare la propensione al rischio agendo preventivamente sulle aspettative; oggi, avendo usato già buona parte delle munizioni e delle strategie a disposizione, gli effetti si concentrano sul far rimanere stabile il contesto di gioco in attesa che gli investimenti privati riattivino il ciclo virtuoso - spiega Alessandro Allegri -. In tal senso la Fed sembra in grado di sostenere l'espansione economica attraverso la sua azione decisa e forse un po' spregiudicata mentre la BoJ e la BCE convivono con il costante rischio di cadere nella cosiddetta “trappola della liquidità” in cui la politica monetaria diventa del tutto inefficace. I risultati e le conseguenze dipenderanno dalla misura in cui l'economia soffrirà o meno di squilibri e, sotto questo aspetto, la notizia rassicurante è che la leva finanziaria appare in controllo e l'inflazione resta contenuta soprattutto in relazione ai bassi tassi di disoccupazione.