Arrivano aiuti all’Italia in particolare dalla Russia, ieri è atterrato all’aeroporto Valerio Catullo di Verona un altro aereo della aeronautica militare russa con 30 respiratori polmonari ed altro materiale medico e sanitario.

Ebbene è il sedicesimo aereo proveniente dalla Russia visto che la scorsa settimana erano atterrati all’aeroporto di Pratica di Mare 15 cargo Ilyushin delle forze aerospaziali russe con a bordo virologi militari ed esperti nel campo dell'epidemiologia del ministero della Difesa, portando in Italia otto squadre mediche per partecipare alla lotta contro la diffusione del coronavirus. Sono state portate anche le attrezzature per la diagnosi e la disinfestazioni.

104 specialisti militari russi, di cui 32 medici ufficiali, sono arrivati nel​​la scorsa settimana a Bergamo. Nei giorni scorsi hanno eseguito la disinfestazione di cinque case di riposo nella provincia di Bergamo.

Ma aiuti all’Italia sono arrivati un po’ da tutto il mondo, ricordiamo i medici cinesi, quelli cubani, aiuti sono arrivati persino dall’Albania e Trump, da americano, non ha voluto essere da meno ha messo mano al portafoglio staccando a nostro favore un bell’assegno da 100 milioni di dollari.

Insomma solidarietà ed aiuti concreti da tutto il mondo … tranne …

Tranne che dall’Unione europea.

Attenzione però, cari ascoltatori, non lamentiamoci per questo, se continuiamo ad essere presi a pesci in faccia dall’Europa magari qualche nostro connazionale, forse, si sveglia, quindi non tutto il male viene per nuocere.

L'Unione europea

I media nazionali hanno sottolineato come persino il nostro Capo dello Stato si sia lamentato del comportamento fin qui tenuto dall’Europa che non si è dimostrata solidale in un momento di difficoltà come questo.  

Ebbene io non ho per nulla apprezzato il comportamento del nostro Presidente, il suo discorso a me non è parso critico nei confronti dell’Unione europea, piuttosto mi è sembrata una invocazione d’aiuto, una richiesta di elemosina e sia ben chiaro che noi non abbiamo alcun debito nei confronti dell’Europa, anzi è proprio vero il contrario.

Siamo contributori netti, il che significa che ogni anno, ribadiamolo, ogni anno, noi diamo all’Europa molto più di quanto riceviamo, ma non solo, quando sono stati istituiti dei fondi speciali noi abbiamo partecipato versando cospicue somme, decine di miliardi di euro, essendo i terzi maggiori contributori, e non abbiamo mai usufruito di questi fondi.

Insomma noi non dobbiamo chiedere niente all’Europa, il discorso di Mattarella, quindi non mi è piaciuto per nulla, perché ancora una volta si è rivolto all’Europa usando termini come “solidarietà” come se noi fossimo dei debitori che continuano a chiedere aiuti a Paesi che ci hanno sempre sostenuto.

Certo quel discorso non mi è piaciuto, ma non mi ha stupito, anzi, mi sarei stupito del contrario, dal nostro Capo dello Stato non dobbiamo attenderci null’altro.

Mi attendo invece tutt’altro dagli esponenti del Centrodestra, mi chiedo infatti, se non è il momento di alzare la voce nei confronti dell’Europa, quando sarà il momento?

Ed allora finalmente ho ascoltato parole un po’ più perentorie da Salvini. Finalmente, ribadisco.

Il Segretario della Lega nei giorni scorsi alla domanda se ha ancora senso stare nell'Ue, ha risposto in modo durissimo: "Altro che "unione", questo è un covo di serpi e sciacalli. Prima sconfiggiamo il Virus, poi ripensiamo all'Europa. E, se serve, salutiamo. Senza neanche ringraziare".  

Matteo, sconfitto il virus, mi raccomando, ricordatele queste parole, non rimangiartele come accaduto in passato.

Poi ho sentito parole di fuoco anche da Claudio Borghi, ma in questo caso non avevo alcun dubbio, il Presidente della Commissione Bilancio alla Camera quando la Lega era al Governo ha dovuto spesso tapparsi la bocca, ma appena libero di parlare non ha mai nascosto tutta la sua avversità nei confronti della moneta unica e dell’Unione europea.

Borghi ha attaccato pesantemente il duo Conte/Gualtieri che continuano ad andare in Europa col cappello in mano e vengono presi a pernacchie. Ora Conte farà passare questi dieci-quindici giorni – ha detto Borghi - per poi cercare di farci firmare un accordicchio, cattivo, anzi pessimo, e perderà questi dieci giorni per far lavorare Gualtieri a qualche malfatto accordo capestro. Eppure la strada è semplice, già scritta: fare le cose da noi, non affidarci a nessuno, emettere il debito necessario nelle migliori modalità e poi o lo compra la BCE e non ci sono problemi, o non lo compra la BCE, ed allora se ne farà a meno e si troveranno altre soluzioni.

Bravo Claudio sottoscrivo, parola per parola.

Ok ma questo doveva essere il momento per parlar chiaro anche da parte di Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, in questi ultimi tempi, ha tenuto un atteggiamento prudente, una tattica che ha portato frutti dal punto di vista dei consensi elettorali, visto che il suo partito è dato da mesi in continua ascesa.

Tuttavia cara Giorgia, ora è venuto il momento anche per te di esporti, non si può più giocare al gioco del silenzio, quello che chi tace vince.

Ebbene allora la Meloni ha avuto un’ottima occasione ieri, ospite di Barbara Palombelli in una trasmissione televisiva su Retequattro. Ebbene mi chiederete come è andata?

Rispondo con una espressione che per un po’, di recente,  è andata anche di moda:

Bene, ma non benissimo 

Dato che la Giorgia nazionale ha fatto bene a specificare che i soldi che noi chiediamo all’Europa non sono prestiti, ma sono … i nostri soldi, chiediamo infatti soltanto di riprenderci i nostri soldi!!! Queste le sue precise parole:

"All’Unione Europea e alla Germania non chiediamo regali, siamo abituati a lavorare e a non chiedere l’elemosina. Pretendiamo quello che ci spetta. Rivogliamo indietro i nostri soldi".

E fin qui tutto bene, però poi ha aggiunto:

“Perché da anni, grazie alla moneta unica, la Germania si arricchisce sulle nostre spalle”.

Benissimo Giorgia, ma allora devi trarre le conclusioni, non lanciare il sasso e poi nascondere la mano. La verità è proprio quella che hai detto quindi?

Quindi se la Germania dall’euro si arricchisce sulle nostre spalle, quello che ne consegue è che noi non dobbiamo pretendere solo che la Germania contribuisca maggiormente elargendo parte della ricchezza che gli deriva dall’utilizzare per lei una moneta evidentemente sottovalutata rispetto al loro marco.

Quello che ne deve conseguire è che questa cosa deve finire.

Carissima Giorgia se l’euro, come hai correttamente detto tu, avvantaggia la Germania e penalizza l’Italia la conclusione che se ne deve trarre è che questa cosa finisca, non che venga in una qualche maniera riequilibrata, staremmo così sempre ad attendere dalla Germania un aiuto, forse un’elemosina.

 

No! Non abbiamo bisogno di alcun aiuto, abbiamo solo bisogno di tornare a comandare a casa nostra. Non chiediamo niente a nessuno, o meglio chiediamo una cosa:

tornale liberi!