Laurent Denize, Global Co-CIO & Global Head of Fixed Income ODDO BHF Asset Management, spiega che i boom economici hanno vita breve e per questo molti investitori ed economisti si chiedono che cosa metterà fine alla recente espansione, che prosegue oramai da 10 anni. Il sospetto principale sembra essere Donald Trump.

Supporto sostenuto ai mercati dei capitali

Dopo aver stimolato il sentiment degli investitori con una generosa riforma fiscale nel 2018, la guerra commerciale di Trump contro la Cina ha seminato nervosismo nel 2019 - spiega Laurent Denize -. Poiché difficilmente si arriverà ad un accordo duraturo tra Cina e USA in un anno di elezioni, le conseguenze negative di tariffe commerciali più alte peseranno per un po’. Le prime conseguenze dell’aumento dei dazi sono già evidenti nel settore della manifattura, anche se quello dei servizi sta dando prova di una sorprendente resilienza. Inoltre, le banche centrali di entrambe le sponde dell'Atlantico fanno il possibile per calmare i mercati dei capitali e tenere a bada la recessione. Questo può aiutare le azioni per un po’, ma al prezzo di un’alta volatilità. Anche se gli investitori hanno molti motivi di preoccupazione (dall’aumento del protezionismo ai rischi di una hard Brexit, passando per Hong Kong) l’economia globale continua a non mostrare segni di recessione. Le aspettative di crescita devono essere riviste al ribasso un po’ ovunque, ma con solidi mercati del lavoro in USA e in Europa i consumatori avranno la fiducia necessaria per continuare a spendere.