Un sogno? Un progetto? Un miraggio? Un’utopia? Di sicuro è qualcosa in evoluzione, o meglio, forse sarebbe meglio dire in involuzione. Perché dobbiamo anche chiederci se è questa l’Europa che volevano i padri fondatori.

Guardate che la risposta a questa domanda non è affatto scontata, forse i padri fondatori dell’Europa volevano davvero un’Unione europea così come l’abbiamo oggi.

Perché vedete, l’Unione europea può anche essere il risultato di un esperimento fallito, ma può anche essere invece il risultato di un diabolico piano architettato da qualcuno che aveva capito perfettamente che dopo le due guerre mondiali dello scorso secolo per sottomettere le nazioni non si sarebbero più utilizzate le armi convenzionali, ma si sarebbe combattuta una guerra economica.

Perché possiamo avanzare una simile ipotesi? 

Perché al suo interno è stata inserita una arma di distruzione di massa, la moneta unica, l’euro.

La moneta unica, io l’ho spiegato una infinità di volte e quindi non lo sto a ripetere, ha senso solo qualora si arrivi alla creazione di un unico Stato, gli Stati Uniti d’Europa, ma ora dovremmo chiederci c’è qualcuno che davvero vuole gli Stati Uniti d’Europa?

Io penso di no! Penso che sia un’idea assolutamente minoritaria in tutti i Paesi che attualmente fanno parte dell’eurozona, e non solo perché sarebbe vietata dalla maggior parte delle Leggi Costituzionali dei vari Stati, ma perché nonostante i media continuino a mostrare questa bandiera blu con delle stelle, quella bandiera non ci rappresenta, nessuno di noi quando va in viaggio fuori dal nostro continente parlando con le persone del luogo visitato dice a loro “sono europeo”, dice sono italiano, oppure sono francese o sono tedesco ma non … sono europeo.

E sono anche sicuro che i primi a non volere gli Stati Uniti d’Europa siano proprio i tedeschi, loro sono convinti già adesso di sovvenzionare gran parte dei Paesi del Sud Europa, figuratevi se si arrivasse alla costituzione di un unico Stato federale, riterrebbero di vedersi costretti a mantenerli del tutto.

Quindi perché creare l’euro, una moneta unica, se non si aveva l’obiettivo di creare un unico Stato federale? Evidentemente proprio per far esplodere una guerra commerciale, una guerra che avrebbe vinto lo Stato economicamente più forte.

Probabilmente la popolazione tedesca non si rende conto di quale vantaggio sia per loro l’utilizzo di una moneta che, per la loro economia, è evidentemente sottovalutata.

E’ tuttavia anche evidente che la gran parte di questo vantaggio non è andato alla fascia più povera della popolazione tedesca, ad arricchirsi sono stati in particolare le grandi multinazionali teutoniche.

Ora, tuttavia, dato che le varie economie europee sono molte interconnesse ai vantaggi di qualcuno corrispondono gli svantaggi di qualcun altro e dato che non siamo in presenza di una struttura di vasi comunicanti, gli squilibri continuano ad alimentarsi.

Detto quindi che la moneta unica crea ed alimenta continuamente disparità, cosa ci tiene uniti?

A questo punto occorre quindi fare delle considerazioni.

Prendiamo ad esempio uno dei maggiori europeisti, Mario Monti. 

Al tempo dello SME, il Sistema Monetario europeo, che ricordo altro non era che la prova generale dell’euro, quando si sono cominciate a manifestare le difficoltà per la nostra lira per rimanere all’interno della banda di oscillazione tollerata e quindi la nostra Banca d’Italia ha cominciato a sperperare le proprie riserve, ricordo Governatore Carla Azeglio Ciampi, Monti era già un economista molto in vista e dalle pagine dei maggiori giornali italiani continuava a sostenere che quella politica era giusta, più noi sperperavamo le nostre riserve e più Monti diceva di insistere.

Qual era la sua tesi?

Che se fossimo uscite dallo SME la nostra economia avrebbe subito un vero tracollo, l’inflazione sarebbe andata alle stelle, larghe fasce della popolazione sarebbe caduta nella povertà più assoluta, insomma sarebbe accaduto un inferno.

Per continuare a rimanere all’interno dello SME ci siamo così mangiati tutte le riserve della Banca d’Italia eravamo sì in quel momento sull’orlo del baratro, fummo quindi costretti ad uscire da quello che, ripeto fu la prova generale dell’euro, la moneta che era stata creata, l’Ecu non fu mai coniata, ossia non avemmo mai in tasca le banconote, ma era una moneta a tutti gli effetti, poteva essere utilizzata per gli scambi commerciali e finanziari, si stipularono ad esempio mutui in Ecu.

Ebbene usciti dallo SME entrammo, come diceva il grande economista Monti, in un girone dantesco? 

Assolutamente no! Anzi avvenne l’esatto opposto, la nostra economia ebbe uno straordinario periodo di espansione, nacquero milioni di aziende, non ci fu alcuna inflazione, insomma gli italiani si arricchirono.

Fu davvero un momento d’oro per l’Italia al punto che Monti fu costretto a dire che l’uscita dallo SME aveva fatto bene all’economia italiana, e d’altronde i dati erano davvero così evidenti, tutti i parametri economici erano aumentati, ma che dico aumentati erano straordinariamente migliorati, insomma uno strepitoso boom economico.

Ebbene cari ascoltatori qui lasciatemi aprire una parentesi, che per me è importantissima.

Monti, ma anche Ciampi e tutti gli altri che hanno voluto a tutti i costi rimanere all’interno dello SME sperperando immensi capitali pubblici, dopo aver sostenuto che una uscita dallo SME sarebbe stata per il nostro Paese una sciagura di proporzioni immani, dopo aver previsto catastrofi e sciagure per la nostra economia, visto che non solo non era accaduto niente di ciò, ma si verificò esattamente il contrario … ecco prendiamo Monti, professore alla Bocconi, dopo aver fatto una figuraccia del genere non ha sentito il dovere morale di chiedere scusa e ritirarsi dalla carriera accademica?

Personalmente non avrei potuto resistere ad una simile umiliazione, fossi stato in lui non avrei più avuto il coraggio di presentarmi davanti agli studenti, uno qualsiasi di loro si sarebbe potuto alzare e dire “cosa può insegnarci lei che, che non ha capito nulla di quanto stava accadendo, che voleva a tutti i costi rimanere all’interno dello SME, cosa può insegnarci lei che ha contribuito al disfacimento della nostra economia”.

Io ve lo dico chiaramente, se l’Italia domani uscisse dall’euro e la nostra economia anziché migliorare dovesse peggiorare, io prima chiederei scusa a tutti, e poi non mi farei più vedere in giro, mi ritirerei da qualche parte, la mia dignità mi imporrebbe di non aver più il coraggio di guardare in faccia le persone.

Monti invece no!!!

Due anni dopo l’Università Bocconi lo onorò con la nomina a Presidente, questo vi dice che cos’è la Bocconi, un’Università da chiudere immediatamente, un’Università che ha come Presidente Mario Monti è da chiudere immediatamente!!!

E per capire che cosa è avvenuta in Italia dopo il golpe del 1992, ebbene una persona come Monti tre anni dopo è diventato Commissario Europeo per il mercato interno, e successivamente Commissario europeo per la Concorrenza, Ministro dell’Economia, Presidente del Consiglio e Senatore a vita.

Capite cosa è accaduto in Italia?

Ma torniamo all’Europa dalla quale siamo partiti. E’ chiaro che l’adozione dell’euro non fu un errore, quella è la più forte arma di distruzione di massa in una economia e lo aveva già capito ancora nel 1700 il capostipite della famiglia Rothshild quando disse: “Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”, frase che, per non dimenticarmela mai l’ho riportata sull’immagine di copertina della mia pagina Facebook personale.

Ok ma basta l’euro per rendere schiavi intere popolazioni?

Purtroppo no, perché si sta cominciando a parlare, senza fare tanto clamore, di una cosa che mi fa letteralmente gelare il sangue nelle vene.

L’esercito europeo

Forse a Bruxelles qualcuno ha già capito che se l’Europa prosegue di questo passo, per tenere in vita l’Unione europea … si renderà necessario anche un vero e proprio esercito.