Michael Browne, co-gestore della strategia Equity Long/Short di Martin Currie (gruppo Legg Mason), spiega che con la nomina di Christine Lagarde - e quella di Ursula von Der Leyen a capo della Commissione – da poco annunciata significa che il rischio di una hard Brexit è aumentato.

Queste nomine sembrano echeggiare la tesi che “il problema dell’Europa è il suo non essere abbastanza integrata”, e Michael Browne si aspetta che la Gran Bretagna sarà tra i primi paesi a trovarsi in difficoltà in questo senso, dovendo rinegoziare la Brexit. L’Europa sembra infatti serrare i ranghi.

I rischi di conflitto arriveranno anche dalle varie fazioni populiste, che nelle ultime elezioni sono andate bene ma che in queste nomine sono state ignorate - spiega Michael Browne -. L'Italia e gli stati dell'Europa Orientale non hanno ottenuto i posti di vertice, e hanno quindi perso influenza. Il rischio di tensioni è palese, e crediamo che nei prossimi cinque anni il rischio di una crisi del debito italiano sia alto.

Queste nomine devono ancora passare per il Parlamento europeo, in cui potrebbe emergere il risentimento da parte dei principali gruppi politici (oltre che da quelli populisti) che non saranno d’accordo con la fine del sistema degli “Spitzenkandidaten” – dove il partito più grande nel Parlamento Europeo nomina i suoi candidati per le principali posizioni. 

Lagarde ha assunto la direzione del FMI nel giugno 2011 al culmine della crisi greca, sostituendo il francese Dominic Strauss-Kahn - spiega Michael Browne -. Durante quel periodo ha dimostrato fermezza e ha svolto un ruolo di figura istituzionale, lasciando il lavoro di rinegoziare il debito greco ai tecnici della Banca Centrale.