Se il 2020 sarà ricordato come l'anno del Covid 19, il 2021 sarà ricordato come l'anno dello stop alla cassa integrazione. Molto probabilmente il prossimo anno verranno messi sul tavolo tutta una serie di iniziative per aiutare le aziende in difficoltà, ma non si parlerà più di Cig gratis. Roberto Gualtieri, Ministro dell'Economia, esclude che possa continuare ad esserci la cassa integrazione generalizzata e gratuita, come è avvenuto mentre c'era il lockdown. Ci sarà, invece, la Cig standard e verranno introdotti degli elementi specifici per sostenere i settori più in difficoltà.

Secondo Gualtieri dovrà essere aumentata l'occupazione, portandone il tasso a livelli europei, perché, sfortunatamente, l'indice di povertà sta aumentato. Il Governo starebbe quindi pensando ad importanti e robusti investimenti sulle politiche attive del lavoro, che al momento sarebbero deficitarie. Roberto Gualtieri ha poi bocciato definitivamente il futuro di Quota 100, che non sarà rinnovata.

Finisce tra poco - spiega Gualtieri, alludendo al 31 dicembre 2021 - e comunque non è stato un utilizzo saggio delle risorse, perché concentrata su una platea ristretta, ma fortunatamente ha avuto un costo minore del previsto, non ha funzionato nemmeno tanto bene.

Un supporto alle aziende che non chiedono la cassa integrazione

Senza attendere il 2021 ci sono, oggi come oggi, degli aiuti diretti per quelle aziende che hanno deciso di non ricorrere alla cassa integrazione? Ci viene in supporto la circolare n. 105 del 18 settembre 2020 dell'Inps, nella quale vengono esaminate tutte le regole che permettono ad un'azienda di richiedere l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali, nel caso in cui non abbiano richiesto ulteriori trattamenti di Cig. Ricordiamo che la disciplina è stata introdotta dal Decreto Agosto. Questa importante agevolazione, fruibile già nel 2020, è usufruibile nei limiti dei fondi stanziati, che per l'anno in corso, sono pari a 363 milioni di euro e 121,1 milioni di euro per il 2021.

Possono beneficiare di questo contributo tutti quei lavoratori che non intendano richiedere nuovamente la cassa integrazione ed è fruibile fino al 31 dicembre 2020. Possono farne richiesta anche quelle aziende:

  • che abbiano fatto ricorso alla Cig nei mesi di maggio e giugno 2020;
  • che abbiano fatto ricorso alla cassa integrazione ai sensi del Cura Italia.

E' importante, però, che le aziende non facciano richiesta di nuovi strumenti Cig. Nel caso in cui la normativa dovesse richiedere al datore di lavoro di fare una scelta tra i nuovi strumenti di integrazione salariale e l'esonero in trattazione e laddove il datore di lavoro sia sempre lo stesso, la scelta dovrà essere operata per singola unità produttiva.

Quanto spetta alle aziende che non richiedono la Cig?

Proviamo, invece, a vedere un po' quali cifre aspettino. Parlando in soldoni l'ammontare dell'esonero sarebbe pari alla contribuzione non versata per il doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei suddetti due mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Inail. L'importo che costituisce l'esonero deve essere colcolato in questo modo; sarà poi riparametrato su base mensile per un periodo massimo di quattro mesi e non deve superare, per ogni singolo mese di fruizione dell'agevolazione, l'ammontare dei contributi dovuti.

L’ammontare dell’esonero così determinato costituisce l’importo massimo riconoscibile ai fini dell’agevolazione. Tale importo può essere fruito, fino al 31 dicembre 2020, per un periodo massimo di quattro mesi e deve essere riparametrato e applicato su base mensile. L'esonero è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.

Cassa integrazione e non solo: si procede anche alla riforma del fisco!

Roberto gualtieri ha provveduto anche a delineare quella che potrebbe essere la politica economica per il 2021. E' prevista una riforma del fisco, che lo semplifichi secondo il principio del pagare meno e pagare tutti e che consenta di ridurre la pressione fiscale su chi lavora e chi produce.

Importante sarà anche la lotta all’evasione fiscale sarà uno degli obiettivi:

Ma bisogna anche inseguire i profitti spostati da dove sono realizzati - spiega Gualtieri -, c’è il grande tema che nella globalizzazione si sposta la base imponibile non nel luogo dove il profitto è stato realizzato ma in un luogo a bassa tassazione: serve una tassazione più equa e più giusta, dando una curvatura al sistema globale fiscale.