Norman Villamin, CIO Private Banking e Head of Asset Allocation di Union Bancaire Privée (UBP), spiega che la crescita della Cina ha visto un rallentamento al 6,4% nel quarto trimestre del 2018, mentre gli indicatori di gennaio continuano a suggerire una crescita modesta. Noi per il 2019 prevediamo una crescita del 6%. Le autorità hanno già attuato diverse misure nel 2018 per attutire il rallentamento, ma i funzionari sembrano destinati ad adottare provvedimenti più aggressivi con un ampliamento delle misure in vista. Norman Villamin si aspetta che i provvedimenti per il 2019 si basino su una politica monetaria più flessibile e su un maggiore sostegno fiscale mirato ai consumi, alle imprese private e ai progetti infrastrutturali.

Ulteriori riduzioni dell'IVA o incentivi fiscali e probabilmente sovvenzioni per incentivare l’acquisto di auto ed elettrodomestici dovrebbero sostenere i consumi e gli investimenti, in particolare nelle piccole imprese. Lo stimolo fiscale potrebbe rappresentare l'1,6-1,7% del PIL, con effetti positivi previsti per la seconda metà dell’anno in corso. Ciò dovrebbe spingere il deficit di bilancio al di sopra del 3% nel 2019.

La crescita del credito dovrebbe essere sostenuta da maggiori iniezioni di liquidità, abbinate a inferiori coefficienti di riserva per le banche e a una possibile riduzione dei tassi ufficiali di riferimento - spiega Norman Villamin -. La Banca Popolare Cinese mira inoltre a ridurre il costo del credito per le piccole imprese e a migliorare la trasmissione del credito. Le autorità monetarie vogliono evitare di sovraccaricare l'economia con la liquidità, agevolando il credito in modo selettivo e rivolgendosi alle banche e ai settori in base alle risorse disponibili.