Prospettiva macro: l’economia cinese resta un motore potente

Chris Kushlis, Emerging Market Sovereign Analyst di T. Rowe Price, spiega che la Cina è stata così a lungo un fattore determinante nella crescita globale che non è difficile comprendere perché il rallentamento della sua economia costituisca un elemento di preoccupazione per molti investitori.

Essendosi la Cina completamente integrata nel sistema commerciale mondiale, i livelli di reddito si sono ampiamente allineati alla media mondiale. Ciò nonostante, c’è ancora margine prima di raggiungere i Paesi con il reddito pro-capite più elevato.

Per colmare tale divario, la Cina dovrà superare diverse sfide strutturali:

  • Una crescita sostenibile. A partire dal 2006 circa, il Governo cinese ha provato a ribilanciare l’economia, abbandonando un modello prevalentemente esportatore per orientarsi verso un modello fondato sulla domanda interna, al fine di generare una crescita di lungo termine più sostenibile. Un’ulteriore diminuzione nel tasso di crescita è probabile, col progredire di questa transizione.
  • Emissione di debito. Parte integrante della transizione del modello economico è stato il vasto programma di investimenti domestici, finanziato in gran parte tramite emissione di debito - spiega Chris Kushlis -. Di conseguenza, il rapporto debito/PIL della Cina è cresciuto sino a circa il 250%, sollevando dubbi su sostenibilità e potenziali rischi. Le autorità hanno recentemente intrapreso iniziative volte a contenere il livello del debito, riuscendo a stabilizzare il ritmo di crescita.