Nel suo ultimo report sulla strategia globale da adottare, il capo analista politico di Citi, Tina Fordham focalizza l'attenzione sui mercati emergenti.

La view di Citi

"I mercati emergenti sono andati bene nel 2017 e il contesto continua a sembrare favorevole per il 2018", ha affermato.

Si tratta di mercati che non sono più visti come acerbi o immaturi e, sebbene sia irrealistico aspettarsi una crescita costante e priva di ostacoli, nella sua analisi l'esperta ricorda come la capacità di resistere agli shock esterni sia aumentata per questa categoria così eterogenea di per se stessa. Quest'ultimo fattore è balzato agli onori della cronaca proprio in seguito all'adozione da parte delle Banche centrali di politiche di allentamento quantitativo (QE) avviati nel 2008 e nel 2009 dalle banche centrali negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nell'area dell'euro: la ricerca di rendimento da parte di molti investitori, rendimenti arrivati ai minimi storici nelle economie occidentali proprio a causa dei vari QE, hanno a loro volta creato flussi di capitale proprio verso questi nuovi orizzonti, caratterizzati da ritorni più interessanti per quanto anche da un rischio maggiore.

"La sovraperformance dei mercati emergenti sembra destinata a proseguire fino al 2018. Con i rendimenti attesi più interessanti rispetto ai mercati sviluppati e una capacità apparentemente migliorata di sopportare gli shock, un argomento ulteriore per dimostrare che il panorama degli Emergenti è cresciuto" come una asset class e che merita più attenzione dagli asset allocators", affermanell'interventopubblicato su Cnbc.