In Francia il problema immigrati sta diventando esplosivo. Lo Stato laico per eccellenza ha al suo interno una “minoranza” islamica molto numerosa. E si sa che l’islam, anche se moderato, è una religione con norme piuttosto rigide.

Ed ecco allora che, nonostante la presenza di immigrati nordafricani in Francia, a causa del passato colonialista, non sia certamente un fenomeno recente, ma risalga ormai a parecchi decenni fa, certe problematiche si stanno acuendo soltanto ora, segno evidente che il processo di integrazione sia tutt’altro che completato. 

L’economia transalpina non è certo florida ed un welfare come quello assicurato alla popolazione è possibile soltanto perché la Francia da decenni chiude bilanci in deficit, come suol dirsi usando il linguaggio degli economisti, non termina mai con un avanzo primario. In altri termini i francesi non hanno ancora sperimentato politiche di austerity.

Attualmente una polemica, apparentemente di poco conto, la richiesta di togliersi il velo entrando in un luogo pubblico, la sala consigliare, avanzata da consiglieri regionali del partito della Le Pen, ad una accompagnatrice di una scolaresca in gita, ha scatenato un dibattito che ben presto ha coinvolto anche le massime cariche dello Stato. 

Naturalmente i lepenisti sono stati accusati di razzismo, criticati duramente da diversi esponenti del partito di Macron, oltre che naturalmente da un gruppo di 90 “celebrità” francesi di origine musulmana.

Ma l’attuale Ministro delle finanze, Bruno Le Maire, titolare del dicastero anche ai tempi di Sarkozy, ha precisato che  “Il velo non è auspicabile nella nostra società”, mentre il Ministro dell’Istruzione prima ha criticato aspramente il gesto nei confronti della donna, successivamente ha però dichiarato che “Indossare il velo in quelle occasioni è una pratica che non va assolutamente incoraggiata”.