Ophélie Mortier, Responsabile degli Investimenti Responsabili di DPAM, spiega che la consapevolezza delle sfide climatiche continua ad aumentare e lo slancio attuale rende sempre più probabile l'adozione di politiche più ambiziose e impegnative. In assenza di alternative, e considerata l'importanza dell'agricoltura e della biodiversità, dobbiamo aspettarci un potenziamento delle normative relative al clima.

La pressione normativa è la stessa per tutti gli investitori istituzionali? Cosa si può dire, ad esempio, delle banche centrali e delle autorità finanziarie e monetarie al centro stesso del sistema finanziario?

La Banca Centrale Europea e la Banca Europea per gli Investimenti: un gioco a somma zero?

La Banca Centrale Europea (BCE), come la maggior parte delle banche centrali, è stata coinvolta solo di recente nella questione, ma oggi riconosce che il cambiamento climatico è una delle principali minacce alla stabilità del sistema bancario della zona euro.

Uno studio, tuttavia, evidenzia la mancanza di uniformità tra le disposizioni della Commissione Europea e del suo piano d'azione per la finanza sostenibile, e il programma di allentamento quantitativo della BCE per il rilancio dell'economia europea, mostrando in che misura il programma di riacquisto di obbligazioni della BCE abbia investito nei settori che emettono più carbonio - spiega Ophélie Mortier -. Infatti, la maggior parte degli investimenti sono stati effettuati in settori ad alta intensità di carbonio, come i trasporti (ad esempio VW, Daimler o BMW), le fonti energetiche fossili, le aziende di pubblica utilità (Electricité de France ed Engie) e le industrie ad alto consumo energetico.