I colossi Usa delle bibite Coca-Cola e PepsiCo il gruppo alimentare elvetico Nestlé per il terzo anno consecutivo si piazzano sul podio della non invidiabile classifica dei peggiori inquinatori per quanto riguarda i rifiuti plastici abbandonati nell'ambiente. A dirlo è Break Free From Plastic, nel suo rapporto Branded Vol III: Demanding Corporate Accountability for Plastic Pollution. L'associazione internazionale (che raggruppa quasi 2.000 realtà in tutto il mondo: l'Italia è rappresentata tra l'altro da Marevivo e da Comuni Virtuosi), attraverso il lavoro di migliaia di volontari, ha inventariato 346.494 rifiuti di plastica in 55 Paesi. Coca-Cola è saldamente al comando, con 13.834 pezzi individuati in 51 diverse nazioni. Seguono PepsiCo (5.155 pezzi in 43 Paesi) e Nestlé (8.633 rifiuti ma in meno nazioni, "solo" 37). Nella top ten ci sono poi tutti gli altri giganti dell'alimentare e dei beni di largo consumo: Unilever, Mondelez International, Mars, Procter & Gamble, Colgate-Palmolive e anche l'italiana Perfetti Van Melle. L'unica eccezione settoriale è il gigante del tabacco Philip Morris International.

Il problema principale sono ancora gli imballaggi monouso

Ovviamente la responsabilità diretta di questo inquinamento va attribuita ai consumatori e alle loro pratiche non sempre rispettose dell'ambiente. Tuttavia i colossi industriali sono tutt'altro che esenti da colpe. In primis per gli ancora limitati sforzi nel rivoluzionare il packaging. "Le principali società inquinanti del mondo dicono di lavorare duramente per risolvere l'inquinamento da plastica ma continuano a usare imballaggi di plastica monouso dannosi. Dobbiamo fermare la produzione di plastica, eliminare gradualmente il monouso e implementare sistemi di riutilizzo robusti e standardizzati. Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé dovrebbero essere all'avanguardia nella ricerca di soluzioni reali", ha sottolineato Emma Priestland, Global Corporate Campaigns Coordinator di Break Free From Plastic.

Coca-Cola e PepsiCo puntano soprattutto sul riciclo delle bottiglie

Esempi virtuosi esistono, come ricorda la Cnbc. Coca-Cola si è impegnata a riportare ogni bottiglia nei suoi stabilimenti entro il 2030, con l'obiettivo di riciclare i resi. Attualmente il gruppo Usa usata plastica riciclata solo in alcuni prodotti, in 18 mercati. La rivale PepsiCo punta a un calo del 35% dell'uso di plastica vergine entro il 2025 e ha anche ampliato il suo portafoglio con aziende come SodaStream, che producono bevande sul posto da consumare in un bicchiere piuttosto che in un recipiente usa e getta. Nestlé di recente ha presentato un piano quinquennale di sostenibilità, da cui emerge, però, soprattutto l'attenzione alle emissioni e al passaggio verso un'agricoltura rigenerativa. Scarsa, ancora, l'attenzione all'inquinamento da plastica.

(Raffaele Rovati)