La notizia bomba di ieri, divulgata dai cinesi, è piombata sulle agenzie e sui mercati come un raggio di luce che squarcia la notte. Si sarebbero trovati alcuni farmaci efficaci contro il virus. Se questo fosse vero cambierebbe in modo sostanziale l’approccio all’epidemia. Non sarebbe più necessario agire solo in modo preventivo, con le quarantene ed il blocco di ogni attività collettiva fino a quando il virus non deciderà di indebolirsi da solo e tornare nell’oblio. La presenza di medicinali efficaci a curarlo permetterebbe di alleggerire almeno in parte le precauzioni ed accelererebbe il ritorno alla normalità della vita nelle zone più colpite. A quel punto anche il possibile diffondersi nel mondo del virus diventerebbe un non-problema, e la psicosi pandemica che ha attanagliato le opinioni pubbliche nelle ultime settimane potrebbe cessare, con il virus derubricato a livello di influenza stagionale. Perciò tutte le ipotesi più drammatiche, che vedevano possibile l’estensione della paralisi cinese per mesi, con effetti economici devastanti sulla loro crescita e su quella globale, andrebbero buttate nel cestino ed i danni sarebbero certamente limitati ad un calo produttivo transitorio, che le misure di sostegno attuate dalle autorità politiche e monetarie cinesi riuscirebbero ad assorbire senza troppa difficoltà.

Se fosse vero…

Dubitare è legittimo, poiché l’OMS per ora non crede ai cinesi ed ha confermato che al momento non esistono cure efficaci. Del resto dire che due farmaci funzionano è un po’ generico, ora che i test sono appena all’inizio. Quanto funzionano? Questo è il problema, poiché se risolvono pochi casi non bastano a far cessare l’allarme. Se invece l’efficacia è notevole sarebbe una svolta decisiva.