Le vendite sono tornate a fare capolino sulla Borsa giapponese che oggi ha terminato gli scambi in flessione, con il Nikkei 225 sceso poco sotto la soglia dei 20.000 punti in ribasso dello 0,95%.

A pesare sull'azionario ha contribuito l'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro, con il cambio fotografato ora al di sotto di quota 109,7, complici anche le incertezze sulle prossime mosse della Fed in materia di politica monetaria.

In rosso le Borse europee che dopo un avvio debole si mantengono tutte al di sotto della parità, con l'attenzione sempre rivolta al duplice appuntamento di giovedì prossimo con la BCE e con le elezioni in Gran Bretagna.
Il Ftse100 mostra un frazionale calo dello 0,02%, mentre il Dax30, rientrato agli scambi dopo la festività di ieri, cede lo 0,46%, seguito dal Cac40 che arretra dello 0,26%.

Sul fronte macro in Europa è stato diffuso l'indice Sentix, che misura il sentiment di investitori e analisti sull'andamento dell'economia dell'area euro, salito a giugno a 28,4 punti dai 27,4 di maggio, oltre le previsioni del mercato che puntava ad un incremento a 27,6 punti.
Sempre in Europa le vendite al dettaglio di aprile sono salite dello 0,1%, in frenata rispetto alla lettura precedente che è stata rivista al ribasso dallo 0,3% allo 0,2% e sotto le stime degli analisti che indicavano un rialzo dello 0,2%.

Prova a spingersi in avanti Piazza Affari dove il Ftse Mib, dopo aver recuperato dai minimi intraday, si presenta poco oltre quota 20.700, con un frazionale rialzo dello 0,09%.
Tra le blue chips in evidenza segnaliamo ENI che guadagna l'1,29% snobbando le indicazioni di Hsbc che ha ribadito il rating "hold" sul titolo, abbassando il prezzo obiettivo da 16 a 15,6 euro. Nel settore oil arretrano invece Tenaris e Saipem che flettono dello 0,66% e dello 0,97%.